• S.

non si giudica un libro dalla copertina


Ennesimo esordio letterario esplosivo per l'ennesima giovane scrittrice talentuosa.

Questo volta si tratta di Naoise Dolan, ventottenne irlandese che viene spesso indicata come la "nuova Sally Rooney".

A parte il fatto che la Rooney è diventata un'icona dei suoi tempi e io non sono così sicura che lo meriti, credo invece che il paragone sia fuori luogo e per la Dolan limitante, sempre a mio modestissimo parere, in quanto di gran lunga più interessante , divertente, brillante ed originale.

Mi chiedo anzi, proprio dopo aver letto questo splendido romanzo, come abbia fatto la Rooney, con i suoi "Parlarne tra amici" ma ancor di più con "Persone normali" a diventare "la scrittrice simbolo" dei suoi tempi.

Ammetto di trovarla assolutamente sopravvalutata.

Ma non sono qui per fare paragoni (non solo), ma perché voglio dirvi che "Tempi eccitanti" è un grandioso romanzo che racconta in maniera approfondita e mai banale le relazioni dei giovani di oggi.

Si tratta dei famosi Millenials di cui per ovvie ragioni non faccio in nessun modo parte, ma da attenta spettatrice credo abbia trovato un modo intelligente di trattare temi fondamentali quali, tra i tanti: il sesso, il maschilismo, la precarietà economica e relativa mancanza di speranza con un ingrediente che è spesso mancato nei romanzi contemporanei paragonabili e questo, ed è l'ironia.

Questo romanzo, oltre ad avere un impianto narrativo originale, è anche divertente. Ha un'ironia tagliente ed efficace che trovo preziosissima.


La giovane Ava nel 2016, a ventidue anni lascia l’Irlanda dopo la laurea per trasferirsi un anno a Hong Kong, senza un piano preciso. Presto si trova intrappolata in una situazione che non è certo quanto aveva sperato: un lavoro malpagato che odia (insegnare l’inglese in una scuola per bambini ricchi) e un affitto spropositato cui fare fronte ogni mese per una camera in un modesto appartamento condiviso con estranei. Intanto inizia a frequentare Julian, un giovane banchiere inglese poco più grande di lei, con molti soldi, una laurea a Oxford e brillanti prospettive di carriera nel top management internazionale, e presto accetta la proposta di andare a vivere nel suo lussuoso appartamento. Non è una vera relazione, e tanto meno c'è un coinvolgimento sentimentale, ma solo per reciproca comodità, e periodico sesso. Questa situazione va avanti per vari mesi, fino a quando, mentre Julian è in Europa per lavoro per alcune settimane, Ava conosce Edith e comincia a vederla regolarmente.


Si respira un'aria nuova, una ricerca di risposte per giovani donne che finalmente iniziano a porsi tante domande e ad analizzare certe dinamiche di potere che sono parte integrante del tessuto sociale e che (molto lentamente) cercano di scardinare.

La Dolan di risposte non ne da ma offre interessanti spunti, una attenta visione del mondo che la circonda e insinua piccoli campanelli dall'allarme in ogni pagina.

E poi dice di ispirarsi a scrittrici come Virginia Woolf e Zadie Smith.

E ho detto tutto.

4,5/5


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