• C.

non si giudica un libro dalla copertina


LOVE

Con un titolo così e un autore così (stiamo parlando di Roddy Doyle) non sapevo bene cosa aspettarmi, di certo non mi aspettavo la delusione che ho avuto.

Il mio amore per Doyle nasce, come penso per tutti, dalla lettura del suo capolavoro “Paddy Clark, ah, ah ah!” e prosegue con il bellissimo “La donna che sbatteva nelle porte” per poi arrivare, dopo altre buone letture, al penultimo “Un anno alla grande” che ha riscontrato critiche tiepide ma che io ho trovato divertente e a tratti geniale (l'ho recensito qui); sicuramente migliore di questo che, invece, pare stia piacendo a tutti.

Siamo OVVIAMENTE a Dublino e ovviamente in un pub, dove troviamo Joe e Davy, amici di vecchissima data che si ritrovano dopo 35 anni. Durante un’unica, lunghissima serata, i due si aggiornano sulle rispettive vite, il primo svela di avere lasciato la moglie per quella ragazza (ora donna) di cui entrambi erano innamorati da adolescenti e si confrontano sul concetto di amore, matrimonio, relazione. Insieme alle tante birre scorreranno ricordi e segreti mai confessati.


Doyle decide di impostare il romanzo come un lungo dialogo, 350 pagine di botta e risposta tra i due protagonisti, solo ogni tanto intervallati dalla narrazione di Davy, il ché non aiuta la lettura che pretende molta attenzione e che a mio parere non dà molto di più alla storia, anzi, ne sottrae profondità. Il libro non mi ha portato molti spunti di riflessione e tantomeno grandi emozioni.

Lo scrittore irlandese sa scrivere, questa non è una novità, ma penso che il suo "esperimento" non sia del tutto riuscito.


Interessante è stato assistere, come donna, a un dialogo tra due uomini, ascoltare il punto di vista maschile su temi come il matrimonio, il tradimento, la paternità, il lutto e l'amore, anche quello non romantico. Entrare nelle dinamiche esistenti in un'amicizia fra due uomini, vederne le debolezze e i punti di forza.

Il libro rompe e conferma un po' di stereotipi ma non riesce a dare di più.

Non a me.

Non questa volta.


2,5/5