• C.

Non si giudica un libro dalla copertina


"Forse è questa la vita adulta, un ghiacciaio che casca in una vasca da bagno."


Crudo, il primo romanzo di Olivia Laing, è un bizzarro, brillante e multiforme esperimento letterario. Esce da qualsiasi definizione di genere fondendo insieme memoir, saggio e romanzo e non poteva che meritarsi un po' del mio tempo per provare a scriverne.


"Kathy, e con lei intendo io, si stava per sposare. Kathy, e con lei intendo io, era appena scesa da un volo proveniente da New York. Aveva ottenuto un upgrade in prima classe, si sentiva molto chic, aveva comprato al duty free due bottiglie di champagne in confezione cartonata arancione, d’ora in poi era questo il tipo di persona che sarebbe stata. All’aeroporto era venuto a prenderla l’uomo con cui Kathy viveva, che presto sarebbe diventato l’uomo che avrebbe sposato e che presto, presumibilmente, sarebbe diventato l’uomo che lei aveva sposato e avanti così fino alla morte. […] Kathy era arrabbiata. Voglio dire, io.

Io ero arrabbiata. E poi mi sono sposata.”


Kathy è a un passo dal matrimonio, mancano pochi giorni al fatidico sì, si trova a bordo piscina durante una vacanza in Italia e da lì parte una sorta di flusso di coscienza, un racconto si sé e del tutto (la vita, l'arte, la società, la politica) che ti stravolge.

La voce narrante è quella della protagonista Kathy che parla di sé stessa in terza persona e sovrappone piani narrativi, esperienze autobiografiche, voci altre che diventano sempre la sua. Intreccia generi e linguaggi in una sorta di ragnatela perfetta che ti intrappola e di cui fatichi a capire come ha fatto, quando e come abbia potuto trasformare il racconto da una cosa a un altra.


"Si fanno distinzioni tra le persone, i paesi e le razze e tra gli spazi vuoti emergono missili."


Il libro è una continua denuncia all'uomo, alla politica, alla società contemporanea;

Erano gli anni di Trump e la Laing non si trattiene certo da dire cosa ne pensa di lui e di chi l'ha votato:


"A un certo punto della giornata le aveva raccontato di aver sentito delle donne dire che loro votavano per Trump perché non avevano voglia di lavorare, ma cazzo, disse Kathy alla terza birra, altro che abolire i generi sessuali, perché non aboliamo direttamente le persone? Ne ho abbastanza."


Tocca temi più intimi come la malattia e il matrimonio in un modo veramente originale, è come se rimanesse sempre di lato, usando una forma libera da ogni tipo di stereotipo o cliché letterario ma arrivandoti in faccia come una sberla ben piazzata.

Amo gli scrittori coraggiosi, originali non per scelta ma per natura, con qualcosa da dire e con le parole per farlo e per questo amo molto Olivia Laing.


4/5


P.S. Consiglio anche il suo " Città sola", meraviglioso saggio sulla solitudine e New York. Qui ne avevo scritto due righe ma capisco ora che non bastano per spiegarlo. Leggetelo.






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