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  • C.

Un mese sull'isola: Marzo


Ahhh, la primavera!

Ecco come l'abbiamo iniziata:



Tanto, troppo amore per Sylvia Plath per poter giudicare in maniera obiettiva i suoi Diari ma non penso di esagerare se dico che sono, inconsapevolmente a lei, il suo capolavoro. Lettura dolorosa, illuminante, imprescindibile.

Da portarsi sempre appresso, aprire a caso e sottolineare.




Secondo lavoro di Paolo Milone che dopo averci fatto entrare nell'universo della cura della malattia mentale col suo precedente e bellissimo " L'arte di legare le persone" stavolta affronta il tema della morte con il suo personalissimo stile fatto di riflessioni, brevi racconti, e ricordi e con uno sguardo nuovo e intelligente su un'altro tema tabù.



Questo breve romanzo è un disperato grido d'amore di una donna innamorata. Una lunga lettera dove svela un amore mai ricambiato a un uomo che l'ha conosciuta ma che non la riconosce. La storia di un'ossessione: drammatica, triste, amara.

Datato 1922 ma per nulla "invecchiato".




Molti anni che non leggevo Amélie Nothomb e devo dire, è sempre un grande piacere. Penna ficcante, diretta e

come sempre personalissima, in questo romanzo affronta il tema della giovinezza e della crescita emotiva e intellettuale. È un viaggio nella letteratura e di come questa ti possa salvare o dare senso alla vita.



Un grande tributo all'immensa Virginia Woolf. Un libro da non perdere.

La storia di tre donne divise da decenni di distanza, legate insieme dal romanzo di Virginia "La signora Dalloway" . Grande sensibilità e grande capacità narrativa di Cunningham che riesce a legare e intrecciare tutto senza disorientarci.



"Lezioni" è il ritratto di un uomo "normale" dalla vita straordinaria. Un bambino dal grande talento , un adolescente abusato, un marito abbandonato, un uomo mediocre che subisce ciò che gli accade ma a cui la vita impartisce molte lezioni. McEwan firma l'ennesimo importante libro, un grandissimo autore che riconferma tale.


Sasha Naspini, con la sua scrittura graffiante e originale, ci riporta nel 1943 a Le Case, borgo della maremma Toscana, a noi tanto caro. Un linguaggio che ormai ci è familiare. Una storia d'amore, riscatto e resistenza.






Opera prima di una giovane scrittrice le cui premesse erano entusiasmanti, così come l'inizio del libro, ma che poi... stringi stringi, non mi ha lasciato molto.

La storia di una giovane donna che cerca una strada nuova, fuori dalle convenzioni; i desideri di una "ragazza per bene".

Un buon inizio ma non molto di più.




Leggiamo in questi giorni che con questo romanzo la Postorino è entrata nella dozzina del Premio Strega e noi tifiamo per lei. Perché se lo merita. Dopo "Le assaggiatrici", un altro romanzo toccante costruito su vicende storiche reali, drammaticamente reali. Non si dimenticano facilmente i protagonisti di questa storia, grazie alla grande capacità comunicativa della scrittrice.



Sapevamo che sarebbe arrivato dritto al cuore e avrebbe fatto male, ma la letteratura è questo: dolore e infinito amore. Soprattutto questa, vera, diretta e tagliente come una lama. Non ti da scampo. Ti lega alle pagine e non puoi sfuggire. Romanzo autobiografico di grande intensità dove l'urgenza di condividere la propria esperienza è più forte di tutto.



Si tratta di un reportage, in forma di commedia, di un viaggio verso la Fiera di Francoforte, in cui l'autore ci racconta aneddoti, episodi e ci presenta personaggi improbabili con grande ironia. Divertente e piacevole.

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