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Un mese sull'Isola: Agosto


Questo agosto purtroppo lo ricorderemo come il mese in cui ci ha lasciato una grandissima donna, scrittrice, intellettuale e attivista che ci mancherà da morire e di cui avremmo tutti avuto ancora tanto bisogno.

Guardiamo fuori dalla finestra e mentre soffia una dolce ma tenace Michela Murgia ricordiamo le letture di questo intenso agosto:



Milan Kundera è morto un mese fa lasciando un'eredità immensa. Uno dei più grandi di cui il mondo non si dimenticherà. La lentezza è un libro senza trama che intreccia più storie ed è una parola di cui scopriremo un senso nuovo, come se non l’avessimo mai conosciuta prima. Ci apparirà evidente che parlare della lentezza significa parlare della memoria – e parlare della memoria significa parlare di tutto.


Libro del mese per il nostro mitico gruppo di lettura che non si ferma neanche ad agosto. Lettura piacevole, a tratti divertentissima. Le avventure di una bizzarra famiglia inglese su un isola Greca raccontate dalla voce del più piccolo della banda, il giovane Durrell, poi diventato un grande naturalista e zoologo.




Libro fresco e leggero, quando "leggero" è un complimento. Siamo in Francia, dentro al salone di Cindy Coiffure in cui sbriciamo le vite di clienti e passanti e in cui lavora Clara , giovane annoiata che, grazie a un libro abbandonato, incontra l'uomo che le cambierà la vita per sempre: Marcel Proust. Un libro che ricorda quanto è bello e importante leggere.



Dopo il suo meraviglioso memoir " La cronologia dell'acqua" non potevamo non leggere questa sua ultima opera, altrettanto cruda e intensa. Lasciarsi cadere è un romanzo struggente sulla ferocia della Storia, della vita, e sulla tenacia di chi resiste e Lidia Yuknavitch si conferma una delle penne più potenti di sempre.




Una nuova e bella scoperta la giovane Daniela Gambaro che in questa sua opera (finalista al Premio Calvino 2019) raccoglie dieci bellissimi racconti, dieci storie possibili, dieci sguardi sul quotidiano di famiglie, coppie, madri, bambini. Scritti con una penna leggera e precisa, capace di narrare anche le cose più difficili, quelle terribili e scomode che sono così reali, da essere quasi vere.



Il nuovo romanzo di Aramburu ha la delicatezza e l'eleganza dello scrittore spagnolo ma non la potenza dei romanzi precedenti (su tutti 'Patria' e 'I rondoni'). La trama è un po' troppo lenta e leziosa; divertente sì, ma poco incisiva.

Peccato.





Ho ancora i brividi addosso...mamma mia quanto è brava la Oates, da me ancora poco conosciuta ma che ogni volta sa stupirmi con la sua capacità di raccontare le storie e le menti più estreme e contorte. Zombie è il romanzo della mente psicotica di un killer seriale che, nel delirio impermeabile del suo monologo, riproduce i movimenti automatici di una società disumanizzata. Bellissimo.

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