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Che bomba, ragazzi!!

Stavo aspettando questa serie da tempo e, ora che l'ho finita, posso confermare che le aspettative sono state più che ripagate.

Sto parlando di Years&Years, serie Tv firmata Russell T Davies e disponibile su Starzplay.


Ma di cosa sto parlando?

Di una famiglia, i Lyons, quattro fratelli adulti e una nonna; vivono a Manchester e hanno tutti storie e vite molto differenti. C'è Daniel, ragazzo gay in procinto di sposarsi, Rosie costretta sulla sedia a rotelle con due figli da due uomini diversi e sempre alla ricerca di un nuovo compagno, Stephen sposato con Celeste da cui ha due figlie adolescenti e Edith famosa attivista politica, da anni in missione in giro per il mondo. Siamo nel 2019, Trump sta terminando il suo primo mandato, in Inghilterra una inquietante Vivienne Rook (interpretata da una superba Emma Thompson) si sta facendo largo in politica e il mondo è, più meno quello che stiamo vivendo ma in 6 puntate il tempo scorrerà di 15 anni, fino al 2038, mostrando un futuro distopico, immaginario ma non troppo, realmente inquietante. L’Occidente è preda di una spirale di follia in cui una politica populista e demagogica causa una spericolata discesa negli abissi, in cui gli elettori vengono facilmente manipolati da chi non ha niente da dire, ma lo dice bene, in cui vige un individualismo simil-patriottico privo di senso, e in cui equilibri fra nazioni e popoli vengono sconvolti dalla semplice ignoranza. Il mondo va alla deriva, tra crisi umanitarie, finanziarie, ecologiche e nucleari e le conseguenze di questi avvenimenti vengono mostrate attraverso la vita di questa famiglia. Ogni puntata si avanza di diversi anni e questo rende il senso di apocalisse spaventosamente accelerato. E' un crescendo di emozioni, ansia, inquietudine, il tutto aiutato da un tema musicale per il quale l'autore dovrebbe ricevere ogni premio possibile.

(se volete ascoltarlo, è questo)


Sarà difficile arrivare alla fine mantenendo un po' di fiducia nell'umanità e in un futuro che, ad oggi, non promette nulla di buono.

Ma del resto, cosa si può fare se non stare a guardare, accettare ciò che non ci piace e approfittare di ciò che ci sembra conveniente? Forse nulla ma se lo facciamo dobbiamo essere consapevoli, come nonna Muriel spiegherà a tutti noi in un monologo finale illuminante, di esserne stati in parte responsabili.


Non è però una serie pessimista, tuttalpiù realista con l'obbiettivo di mostrare a chi, ancora non se ne fosse accorto, la realtà che ci circonda, i pericoli che incombono e le conseguenze delle nostre decisioni e comportamenti.

Siamo ancora in tempo.

Forse.

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