• C.

non si giudica un libro dalla copertina


"Non c'è gioia nell'assecondare le altrui aspettative su di noi."


Miriam Toews, una delle mie scrittrici preferite, è tornata a farmi emozionare, e lo ha fatto parlando del padre, o meglio, dando letteralmente voce al padre, in un romanzo commovente e bellissimo dal titolo “Swing Low” .


Mel, figlio di una madre alcolizzata e di un padre infelice, cresciuto in una comunità mennonita del sud del Canada (la stessa comunità da cui la scrittrice scapperà a 18 anni e di cui parlerà in diversi suoi libri) sembra non poter aspirare a una vita felice, soprattutto dal momento in cui, da adolescente, gli viene diagnosticata una psicosi maniaco-depressiva. (Credeva di essere un uovo!)

E invece Mel avrà una vita relativamente felice, sarà un insegnante molto amato dai sui studenti a cui dedicherà tutta la sua vita, perché solo lì, al lavoro, riuscirà a essere quel Mel divertente, propositivo, entusiasta che tutti amano.


"Mi piace immaginare che nel mio cervello il maestro sia uscito dall'aula e i miei neuroni si siano tutti alzati dai banchi e stiano facendo confusione. Farò il mio ingresso, chiederò a tutti di tornare a posto e loro miracolosamente lo faranno."


A casa verrà spesso assalito da crisi depressive, lunghi periodi di silenzio e apatia, avrà sempre il conforto e l’amore di Elvira, la donna che ha amato dal primo momento e da cui ha avuto due figlie che ama molto ma con le quali i rapporti si faranno sempre più distaccati.

È proprio Miriam, la sua figlia minore, quella ribelle, che dedica a lui questo libro, lo scrive in forma di diario/memoir, ambientato durante l’ultimo periodo di ricovero ospedaliero del padre e condito da lunghi ricordi del passato. Tra lucidità e confusione, tra follia e saggezza mostra un uomo bizzarro, imperfetto, con tanto amore da dare ma con l’incapacità, spesso, di esprimerlo.

Un uomo segnato da un’infanzia difficile che ha cercato di fare del suo meglio per la sua famiglia e la comunità, un uomo fragile ma capace di non arrendersi di fronte a una sentenza di infelicità contro la quale può dire di aver vinto ma che si ritrova, suo malgrado, ora, a dover accettare.

Ma anche alla fine, di fronte a quel demone che ha rifuggito per tutta la vita, farà la sua scelta, perché in fondo, una scelta c'è sempre.


Swing Low è un romanzo dolcissimo e commovente, colmo di ironia e fantasia, una ricostruzione più o meno veritiera (ma non importa) di una vita a cui rendere omaggio, un grande gesto di amore di una figlia verso il padre, un modo meraviglioso per dire

ti voglio bene” e “grazie”.


4,5/5


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