• C.

non si giudica un libro dalla copertina


"La più grande menzogna che si racconta sull'amore è che ti rende libera."


Leggere un libro di Zadie Smith è sempre un gran piacere e in attesa di avere fra le mani il suo ultimo lavoro (la raccolta di racconti "Grand Union") ho ripescato dalla libreria "Della Bellezza", il suo terzo romanzo datato 2005 che imperdonabilmente giaceva ancora tra la grande pila dei libri da leggere.

Il romanzo non raggiunge il livello di "Denti Bianchi" (il suo romanzo d'esordio, capolavoro che non ha bisogno di presentazioni) ma poco ci manca, ogni libro della Smith non scende mai sotto il livello di "bellissimo" tant'è che, oltre alla nomination al Man Booker Prize, si è aggiudicato l'Orange Prize nel 2006.

Insomma, Zadie scrive e un premio arriva, funziona più o meno così.


In questo romanzo, ambientato tra Londra e Boston, seguiamo gli intricati rapporti di due famiglie rivali: i Belsey e i Kipps.

Due famiglie apparentemente molto diverse ma al cui interno si creano dinamiche simili. Non voglio svelare troppo della trama e dei tanti personaggi perché è un piacere conoscerli pian piano e comprenderli a fondo grazie al potere di osservazione della scrittrice, regina indiscussa nel descrivere i rapporti umani. Anche le situazioni più comuni diventano intriganti grazie alla sua inimitabile voce, i dialoghi sono originali ed eleganti e tantissimi gli argomenti sviscerati o anche solo sfiorati.

Ritroviamo come sempre la tematica dell'identità razziale tanto cara alla Smith così come quelle del pregiudizio e della condizione femminile, nella famiglia e nella società.

Due sono le famiglie e due i matrimoni, entrambi in crisi ( apertamente o meno) dove le dinamiche tra marito e moglie sono raccontate con maestria, intelligenza e sensibilità, così come quelle di amicizia e fratellanza. C'è il tema del tradimento, da quello fisico a quello intellettuale, della vendetta e del perdono.

L'ambiente in cui si muovono i protagonisti è quello universitario, intellettuale e borghese, lo stesso dell'autrice che lo conosce molto bene e del quale ne mostra i pregi ma anche i tanti difetti. Un microcosmo che rispecchia quello esterno della società, fatto di favoritismi, ingiustizie ma anche di passione e tante, tante, opportunità.

Non ci sono buoni o cattivi, tutti hanno un lato negativo, ipocrita, debole o arrivista e le figure maschili non ne escono particolarmente bene ma tra i tanti personaggi due fanno luce. Due donne che riescono, superando i conflitti, i pregiudizi e le differenze culturali a creare qualcosa di puro, meraviglioso e raro come un'amicizia vera.


"A volte conosci qualcuno e senti subito che sei completamente collegato, e quella persona è come tuo fratello...o una sorella. Anche se loro non se ne rendono conto, tu lo senti. E per molti versi non importa se lo vedono o non lo vedono per quel che è... tu non puoi fare altro che tirare fuori quel sentimento. Anzi, DEVI farlo. Poi stai a vedere che cosa ti torna indietro. È così che funziona."


...Driiin...


Scusate l'interruzione ma nel frattempo mi hanno suonato al campanello e, ci crediate o meno, era il corriere che mi consegnava il libro che stavo aspettando con ansia (vedi sopra) che non vedo l'ora di iniziare e che prevedo sarà l'ennesima conferma di quanto è brava Zadie Smith.


4,5/5