• S.

non si giudica un libro dalla copertina


Arturo Gerace mi ha appena lasciata, e già mi manca.

Mi mancano lui, Nunziatella, Immacolatella e soprattutto mi manca la calma piatta, il silenzio prezioso, il sole cocente, le spiagge e le scogliere di Procida, Isola dell'arcipelago campano, coprotagonista di questo romanzo capolavoro di Elsa Morante, "L'isola di Arturo", definita un luogo magico con la quale Arturo, voce narrante del romanzo, instaura un legame simbiotico.

L'intrigante racconto di una natura aspra e ventosa nella quale il giovane Arturo nasce e cresce abbandonato dalla madre (morta dopo il parto) e dall'adorato padre (sempre in viaggio, pertanto assente).

In questo romanzo si respira aria di libertà; quella libertà che permette al giovane Arturo, cresciuto con un "balio", di non avere regole, mangiare quando ha fame, dormire sotto una roccia e non andare a scuola. Tutto questo fino a quando il padre tornerà per l'ennesima volta ma non da solo, con la sua giovane sposina che scombinerà la vita e i piani di Arturo.

La prima parte del romanzo, diciamo fino al momento dell'entrata in scena della ragazza, è lenta e descrittiva anche se, nel mio caso, ha giocato a mio favore in modo che potessi concentrarmi e immergermi nel magico mondo di una grande scrittrice e nelle sue parole che mi sono sembrate incantevoli. Ma è dall'ingresso della giovane matrigna che diventa meraviglia e la trama mi ha conquistata: da quando cioè Arturo comincia a fare i conti con sentimenti mai provati, con sensazioni sconosciute, a seguito del suo incontro con una figura femminile fino ad allora mai avvenuto.

Non fatevi quindi scoraggiare da un inizio un po' prolisso perché ad un cerro punto prenderete la strada del non ritorno; vi immergerete completamente in una storia delicata che a mio parere non sente per nulla il peso degli anni (si tratta di un romanzo del 1957).

Ho finito il romanzo è mi è arrivata precisa e insistente la voglia di vedere con i miei occhi gli splendidi panorami che la Morante in maniera così meravigliosa racconta.

Si tratta di un libro che scala velocemente la classifica dei miei libri preferiti perché qui si tratta di Letteratura con la "elle" maiuscola, di un classico intramontabile che non può non essere letto.

Ora, e solo ora, capisco tutte le persone che mi hanno consigliato di leggere i suoi lavori ("Una storia" sarà sicuramente il prossimo).


"Il giorno che ogni uomo avrà il cuore valoroso e pieno d'onore, come un vero re, tutte le antipatie saranno buttate a mare. E la gente non saprà più che farsene, allora, dei re. Perché ogni uomo, sarà re di se stesso."


4.5/5