• C.

non si giudica un libro dalla copertina

Aggiornato il: ago 19


Il futuro è nei giovani”. Inizio questo post con un grande luogo comune più o meno ottimista, dipende infatti dalla generazione di giovani che questo futuro lo decideranno.


Se Jia Tolentino, giovane scrittrice del NewYorker è un esempio di almeno una parte di questa generazione, allora c’è da ben sperare.

Nel suo primo libro “Trick Mirror” (edito in Italia da NR) raccoglie nove saggi nei quali esprime la sua visione e il suo parere su temi molto attuali, da internet e l’uso dei Social, ai reality show (lei stessa ha partecipato a uno quando aveva 16 anni), l’ecstasy, la religione, le truffe, il matrimonio, il femminismo e il mito della bellezza.

La Tolentino, definita “la mente migliore dei Millennial”, ha una penna acuta e precisa e una visione molto matura del mondo che la circonda. Il suo nome è nato su internet e grazie a internet. Figlia di genitori filippini immigrati in Canada è cresciuta a Houston, Texas, in un ambiente molto cattolico e come milioni di altre ragazzine ha iniziato da piccola a dare forma alla propria identità in rete, su Angelfire, Livejournal e MySpace. Lei stessa ammette che l’unica attività alla quale si è sempre dedicata in modo ossessivo è scrivere di sé online. Infatti continua a farlo e a farlo molto bene e anche quando parla di altro.

Usa infatti sempre sé stessa come filo conduttore per esplorare cosa significa vivere adesso, riconosce ed esprime sempre il suo personale coinvolgimento e trae spunto dalle proprie esperienze senza paura di ammettere di essere stata dalla parte sbagliata, di avere fatto o creduto in cose che non le appartengono più.

Mai banale analizza ogni tema da un punto di vista sicuro di sé ma facendo sempre un’autoanalisi e riportando spesso le sue esperienze personali. Non ha paura di condannare Trump e descriverlo come truffatore, così come Amazon, o di mostrare i paradossi della religione e del paese in cui è cresciuta, il Texas, grande nazione piena di controsensi.


Il mondo ha sempre avuto bisogno di chi, questo mondo, riusciva a raccontarlo con lucidità e chiarezza, e questo presente ha bisogno di voci come quella di Jia.


"Sarebbe più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo" [...] "Siamo in un momento interessante: ora che la fine del mondo non è più fantascienza, perché non pensare anche a quella del capitalismo? Del resto non è difficile immaginare un sistema che sia migliore di quello attuale."


4/5