• Thebloodyisland

non si giudica un libro dalla copertina


Far parte di un gruppo di lettura, per chi legge molto, è quasi una cosa scontata ma non lo è mai stato per noi, che ci vantiamo di essere isole ma capiamo che ogni tanto dalla nostra isola bisogna pur scendere e di quanto sia bello condividere ciò che ci piace.

Ci siamo dovute quindi ricredere velocemente dopo che una nostra amica (su Instagram risponde al nome di Librerita ) ci ha coinvolte in “narra-lettori”, Gdl organizzato dalla biblioteca del nostro paese. Avrete già capito che “Pietro e Paolo” di Marcello Fois è stata la prima lettura del gruppo e abbiamo aspettato il primo incontro per scriverne, per poter riportare qui i tanti spunti e visioni che questo piccolo libro ha provocato, non solo in noi.

Il nostro giudizio, dopo l’incontro, non è cambiato, anzi, forse è anche migliorato. Lo scambio è stato utile e divertente e il libro di Fois ci è piaciuto molto e tutto.


«Lí, distesi a terra, rivolti al cielo di una tinta indefinibile, le parti si invertivano: lí Pietro sapeva cose che Paolo ignorava. Quel tempo era stato un immenso vomere che aveva ribaltato il terreno delle loro esistenze»


Siamo in Sardegna ai primi del Novecento, Pietro e Paolo sono bambini, il primo è figlio dei servi, il secondo dei padroni. Crescono assieme, un po' per scelta, forse più per coincidenza, nella natura selvaggia della loro terra, splendidamente descritta, e insieme si avviano a un futuro che sembra, per ognuno di loro, già scritto. Ma allo scoppio della grande guerra Paolo viene arruolato per combattere e una sorta di patto, porta Pietro a seguirlo e ad assumersi la responsabilità della sopravvivenza del primo. La guerra sarà lo spartiacque tra ciò che erano e ciò che diventeranno e definirà le loro vite e il loro rapporto per sempre.

In una sorta di conto alla rovescia scandito dalla numerazione decrescente dei capitoli, i due amici, ormai adulti, si incontreranno per svelare a loro stessi e al lettore quel segreto che li affligge da anni.


La scrittura di Fois è meravigliosa e lo scrittore riesce, in poco più di un centinaio di pagine, non solo a raccontare due vite intere, ma anche un luogo e un periodo storico in maniera sì abbozzata ma altrettanto profonda, niente è poco o lasciato al caso in questo libro.

I temi affrontati sono molti, per primo quello dell'amicizia, un'amicizia che avrebbe potuto essere migliore, un'amicizia vittima degli eventi e dei sistemi di potere ma che cerca di esistere e resistere, al tempo e alle avversità. C'è il tema delle classi sociali e degli abusi, ingiustizie o paradossi che si vengono a creare quando un essere umano ha potere su un altro. C'è il tema della guerra, oggi più che mai purtroppo attuale, che, viene sì trattato superficialmente, ma che rende comunque le difficoltà dei due giovani che cercano solamente di sopravviverle, così come in ogni guerra, ieri e oggi.


Abbiamo apprezzato molto la tensione che fino alla fine Fois riesce ad alimentare in previsione di un finale in cui c'è o ci dovrebbe essere una resa dei conti, e che invece troviamo sia stato un po' troppo sbrigativamente liquidato.

Al netto di questo piccolo neo, si tratta di un libro assolutamente consigliabile e di un autore tutto da scoprire.


4/5






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