• S.

non si giudica un libro dalla copertina


Voglio raccontarvi di un problema che mi affligge da qualche tempo: la perdita della memoria.

Dovete sapere che questo libro di Virginie Despentes, "Scopami", lo avevo già preso in mano parecchi anni fa.

Precisamente nel 2013.

Ne lessi probabilmente una ventina di pagine e ne scrissi anche una breve recensione su un famoso social di libri.

Scrissi poche righe: "No dai....non si riesce proprio a leggere! Per il momento lo abbandono...poi vedremo"

Per fortuna quel "poi vedremo" che lasciava uno spiraglio, perché ora, dopo sette anni, l'ho ripreso in mano, consigliato da un amico che al suo: "ma hai mai letto Scopami della Despentes?" ho risposto: "noooo. Prestamelo!"... Completamente cancellato dalla mia memoria.

Il problema vero è che si tratta con molta probabilità della stessa persona che me lo prestò sette anni fa.

Mi pare di sentirla, la mia socia, che mi dà della "inutile". E come darle torto!

Come avrete capito, questa volta le cose sono andate meglio. Il libro è sì al limite della leggibilità, in quanto disturbante, duro e violento, ma dopo tanti anni, e soprattutto dopo aver letto Michel Hoellebecq, Chuck Palaniuk, Irvine Welsh e altri della stessa categoria di....a la mia corazza si è fatta molto più resistente.

Questi testi, così al limite, sono comunque interessanti e proprio perché senza filtri, scavano un lato umano inesplorato, che bisogna avere il coraggio di esplorare in qualche modo.

Questo è il primo romanzo della regista e scrittrice francese, diventata un caposaldo della nostra speciale libreria femminista dopo averne letto "King Kong Theory", ed è datato pubblicato in Francia nel 1993 e arrivato in Italia solo nel 1999.

Nadine e Manu sono due ragazze che conducono un'esistenza scandita dalla monotonia e dal rapporto di totale sottomissione agli uomini, dai quali subiscono violenze e ordini categorici. In seguito all'ennesimo episodio che le vede vittime dei rispettivi amanti e familiari, le protagoniste decidono improvvisamente d'abbandonare la città e di dare inizio a un lungo viaggio on the road, durante il quale si vendicano sul genere maschile sfruttando e uccidendo gli uomini incontrati per caso.

La crudeltà di certi capitoli è, come detto, quasi insopportabile. Alcool, droga, sesso e violenza sono presenti in maniera prepotente e nonostante tutto non non si può fare a meno di continuare a leggere.