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La Grande Bellezza

Aggiornato il: apr 19


Ore 6.15: Paterson, ragazzotto dal volto dolce e un po' stralunato, apre gli occhi, prende l'orologio da polso appoggiato sul comodino, dà un bacio a sua moglie e si alza. Fa colazione mangiando cereali Cheerios davanti a un Bulldog con cui va poco d'accordo, rigirandosi fra le mano una scatolina di fiammiferi.

Più tardi, mentre aspetterà di partire con l'autobus n.23, quello che per mestiere guida ogni santo giorno, scriverà una poesia, ispirata da quei fiammiferi.

La poesia si intitola:

Poesia d’amore

Abbiamo molti fiammiferi in casa nostra Li teniamo a portata di mano, sempre Attualmente la nostra marca preferita è Ohio Blue Tip Anche se una volta preferivamo la marca Diamond Questo era prima che scoprissimo I fiammiferi Ohio Blue Tip Sono confezionati benissimo Piccole scatole resistenti Con lettere blu scuro e blu chiaro bordate di bianco Con le parole scritte A forma di megafono Come per dire ancora più forte al mondo “Ecco il più bel fiammifero del mondo Il suo stelo di tre centimetri e mezzo in legno di pino Sormontato da una testa granulosa viola scuro Così sobrio e furioso e caparbiamente pronto A esplodere in fiamme Per accendere, magari, la sigaretta della donna

che ami Per la prima volta E che dopo non sarà mai più davvero lo stesso Tutto questo noi vi daremo Questo è ciò che tu hai dato a me Io divento la sigaretta e tu il fiammifero, O io il fiammifero e tu la sigaretta, Risplendente di baci che si stemperano nel cielo.

(Ron Padgett)

Jim Jarmusch, cineasta minimalista, in questo film che porta il nome del protagonista (o viceversa) ci insegna la poesia e lo fa in modo poetico.

La poesia della vita quotidiana, quella che si nasconde in banali dettagli sempre uguali, la poesia di luoghi e abitudini e orari che diventano rima nel loro spontaneo ripetersi di ogni giorno.

Paterson è un film dai tempi quasi immobili, sulla quarta dimensione: sul tempo e sul suo scorrere.

Un'altra Quando sei un bambino impari che ci sono tre dimensioni Altezza, larghezza e profondità Come una scatola da scarpe Più tardi capisci che c'è una quarta dimensione Il tempo Hmm Poi alcuni dicono che forse ce ne sono cinque, sei, sette... Stacco dal lavoro Mi faccio una birra al bar Guardo il bicchiere e mi sento contento

(Ron Padgett)

Il mondo di Paterson/Adam Driver è un continuo inciampare nel doppio, da coppie di gemelli incontrate in ogni angolo della città, alla ripetizione di gesti e situazioni, fino al suo nome, che è lo stesso del paese da cui non esce mai e del libro del poeta William Carlos Williams, che proprio lì è nato, e che lui venera.

La sua routine è ciò di cui ha bisogno ed è ciò che lo rende poeta, perché è dalla ripetizione sempre uguale ma sempre leggermente diversa che può nascere, e nasce, la poesia.

Un film che incoraggia la creatività, mostra la meraviglia nella normalità e stimola a portarsi sempre dietro un taccuino e una penna e a farne tesoro.

Non si sa mai.