• Thebloodyisland

non si giudica un libro dalla copertina


"E poi sono caduta, ma non sono morta"

Abbiamo scoperto Fuani Marino ascoltando una trasmissione radiofonica in cui raccontava la sua storia e presentava il suo libro: "Svegliami a mezzanotte". Ed è stato subito amore.

Una immediata empatia ci ha travolte e non abbiamo resistito, come spesso accade, ad una lettura condivisa.

La scrittrice campana racconta la sua esperienza personale: un tardo pomeriggio di luglio in un'anonima località di villeggiatura, dopo una giornata passata al mare con la sua bambina di appena quattro mesi, sale all'ultimo piano di una palazzina e si getta nel vuoto.

Questo libro è quindi una rara testimonianza di chi ha cercato di suicidarsi, non riuscendoci. Il racconto in prima persona di un salto nel vuoto, di una disperazione senza ritorno, a causa di una malattia, la depressione, di cui si parla forse troppo poco.

Con una lucidità disarmante racconta del prima, del durante e del dopo il tragico evento, tenendoti legata alle pagine con una grande capacità espositiva. E poi, diciamolo, non capita facilmente di sentire la voce di chi sopravvive ad una simile esperienza, alle tante operazioni, alle cicatrici ma soprattutto agli sguardi interrogativi delle persone che non capiscono e che la giudicano con superficialità.

Cerca di farci capire le motivazioni, la disperazione e la grande difficoltà nel ritornare alla vita dopo la morte (e in questo caso si può proprio dire così) e lo fa molto bene.

"I cattolici mi fanno venire l'orticaria, Per certi versi li invidio, anche se trovo la fede una cosa davvero ottusa, ideale per menti anestetizzate, che hanno rinunciato a porsi domande"

Ha una scrittura diretta ed efficace e soprattutto non si piange addosso.

Questa assenza di vittimismo, di autocommiserazione e di retorica è il registro ideale che rende ai nostri occhi così interessante questa storia.

Un altra cosa che la rende quasi imperdibile è la ricchezza di citazioni e di spunti letterari. Ce n'è per tutti i gusti, dalla Woolf, alla Didion, dalla Bartlett a Roth. E poi Sylvia Plath, Tolstoj, Foster Wallace, Jonathan Franzen, citati allo scopo di fornirci un'analisi letteraria che indaga sul male oscuro.

Prendete carta e penna perché non mancano le riflessioni imperdibili.

"Ho proceduto a tentoni, procedo ancora. Sperando a ogni passo, di non cadere più."

4/5