• S.

non si giudica un libro dalla copertina


Eccolo, un bel consiglio per una lettura divertente, scorrevole e intelligente: "Benevolenza Cosmica" di Fabio Bacà.

Candidato al Premio Opera prima", uscito pochi mesi fa per Adelphi.

Si sa poco di questo Mr. Bacà, se non che insegna ginnastica dolce per anziani, e che dopo aver sofferto per un periodo di depressione, ha voluto scrivere questo romanzo immaginando per una volta il punto di vista di una persona alla quale va tutto bene. 

Kurt O' Reilly, giovane londinese di origini italiane, è infatti perseguitato dalla fortuna. Ha un ottimo lavoro, una bella moglie scrittrice e da qualche tempo tutti gli eventi che lo riguardano hanno un lieto fine.

Tassisti che continuano a volergli offrire sconti, donne che si buttano ai suoi piedi, quotazioni in borsa improvvisamente al rialzo che gli fanno guadagnare un sacco di soldi e scampati pericoli di ogni tipo. Uno dei quali riguarda la sua salute, gli viene infatti diagnosticato un tumore rarissimo, ma naturalmente lui fa parte di quel 4% a cui è toccato di tipo benigno.

Tutto questo mette in dubbio il suo scetticismo di uomo di scienza (lavora come dirigente all'istituto nazionale di statistica) e per giunta ateo, che ovviamente rifugge ogni pensiero trascendente che lo avcicini a pensare a qualcosa di miracoloso ma che a tratti lo fa tentennare. Si insinua nella sua testa il concetto di karma e le sue implicazioni, una specie di principio di compensazione cosmica per cui tutto, prima o poi, deve trovare un equilibrio.

Appunta su un taccuino tutti i casi di benevolenza di cui è stato vittima, perché in fondo tutta questa fortuna lo spaventa.

Kurt rivorrebbe la sua vita , quella in cui non sai mai come andrà a finire, vorrebbe riabbracciare il mistero e la sua umanità. Intuisce che tutta questa fortuna nasconde insidie e ambiguità. Comincia a mettere in dubbio le regole base della sua vita per cercare di capire cosa gli sta succedendo.

"Non voglio vivere una vita in cui mi sia proibito di accedere alle sensazioni limbiche di timore, angoscia, senso d'ignoto, vuoto, viltà, invidia, disprezzo, rancore e attrazione per il lato sbagliato delle cose: sensazioni a cui dovrebbe accedere ogni essere umano, se vuole ancora considerarsi tale. E io non voglio essere qualcosa di diverso da un uomo. Non voglio svegliarmi ogni mattina con un sorriso idiota in faccia al pensiero di tutte le cose belle che accadranno, avendo la certezza che accadano. Non voglio la certezza, intendo: la speranza è già sufficiente. "

Dopo le prime pagine si intuisce il motivo per cui una casa editrice elitaria e selettiva come Adelphi, abbia scelto di pubblicare questa opera prima.

Il libro ha un linguaggio ricercato (a volte fin troppo), una scrittura raffinata e molto divertente (connubio raro), a tratti esilarante. È brillante e ha la grande capacità di mettere di buonumore, già dalla copertina, giallissima, che invita all'acquisto.

Ho letto qualche critica relativa al fatto che il romanzo, scritto da un italiano, sia ambientato a Londra, ma io trovo invece che sia stata una scelta riuscitissima.

Si legge d'un fiato, e nonostante un finale non originalissimo, lo consiglio vivamente.

"Bob, non credo che tu abbia capito di cosa sto parlando. Io sono vittima di una pazzesca congiura interplanetaria per eliminare ogni seccatura dalla mia vita e sostituirla con favoritismi spudorati."

4/5