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"The First" è una serie tv statunitense e britannica di otto puntate in onda su Tim Vision, nata dalla penna di Beau Willimon, già sceneggiatore di House of cards.

Ambientato nel prossimo futuro (siamo circa nel 2030) quando un gruppo di astronauti si sta organizzando per effettuare la prima missione su Marte, dovendo affrontare una infinità di problemi sia di carattere tecnico che politico.

La prima vera missione è appena fallita rovinosamente, con la perdita dei cinque membri facenti parte dell'equipaggio e la nuova organizzazione viene percepita come inutile e troppo pericolosa, senonché troppo costosa.

A capo del progetto, una bravissima Natascha McElhone, nei panni di Liz Ingram, CEO della compagnia che deve organizzare la nuova missione.

A capo invece della delegazione che dovrà affrontare il nuovo lancio, il comandante Tom Hagerty, esperto astronauta chiamato a guidare il team, interpretato da un sempre centratissimo Sean Penn.

Pronti via, le prime tre puntate sono una bomba! Un inizio imprevedibile, potente e coinvolgente che preannuncia una serie dinamica e originale.

Non che non lo sia stata, dinamica, ma certamente dalla terza puntata rallenta lo slancio iniziale. La serie cambia registro e passa ad una lettura più intimista di tutti i personaggi: Il gruppo di astronauti, con relativi familiari e soprattutto la figlia del comandante, Denise, alle prese con problemi di droga e con un passato turbolento a cui far fronte. E' del loro rapporto per lo più che si finisce per parlare, del loro passato e del difficile superamento di un lutto.

Perde quindi un po' di gas finendo per perdere di vista la missione. Pieno di dialoghi intensi, di scontri verbali, di flashback, ci si dimentica presto dello scopo primario, che a mio gusto poteva essere mantenuto più vivo.

Di Sean Penn non ho molto da aggiungere. Attore da sempre amato che anche in questa occasione ci regala un'ottima interpretazione. Tutto quello che tocca diventa oro e anche qui, per la prima volta alle prese con la serialità, non delude.

Oltre a lui e alla McElhone, tra i protagonisti principali, devo sottolineare che anche tutti gli altri attori sono azzeccatissimi, a cominciare dalla giovane Anna Jacoby-Heron figlia di Penn, intensa e a fuoco.

Un nì quindi per questa serie che rimane molto interessante ma che nel mio immaginario poteva essere qualcosa di estremamente più avvincente.