• Thebloodyisland

Friday i'm in love


Mai venerdì fu più atteso.

Perché?

Perché domattina partiamo per quello che siamo sicure sarà un bellissimo weekend a Milano.

Motivo della gita: il concerto di Charlie Winston, di cui ormai vi abbiamo parlato a sufficienza e quindi oggi tagliamo corto, promesso.

L'immagine di oggi è quindi dedicata a quello, anche se decisamente esagerata e ottimista in quanto probabilmente supereremo di poco il centinaio di persone... e noi egoisticamente lo speriamo (Charlie perdonaci, ma è così bello quando siamo pochi e vicini).

Unica data italiana al Serraglio e se siete in zona ne vale la pena, fidatevi!

Ovviamente approfitteremo per farci un giretto in città e visitare la mostra di Steve McCurry, "Animals", che inaugura il Mudec Photo, nuovo spazio espositivo del Museo delle Culture, dedicato alla fotografia d'autore. Il fotografo statunitense ha creato appositamente per l'inaugurazione questa mostra di fotografie collezionate dagli anni novanta al 2018 il cui tema principale è il rapporto tra l'uomo e gli animali.

Non mancheranno le visite alle nostre librerie preferite della metropoli nelle quali potremo scovare novità o scoprire qualche chicca che ci è sfuggita.

A proposito di novità:

È uscita ieri la riedizione di "Harvard Square" romanzo del 2014 di André Aciman (va beh...quello di "Chiamami col tuo nome).

È l'estate del '77 a Cambrige e praticamente tutti gli studenti partono per le vacanze, tranne alcuni. Uno di questi è un dottorando ebreo di origini egiziane che una sera, nella suggestiva Arvard Sqaure, punto di ritrovo della vita studentesca, farà un incontro che gli cambierà la vita, quello con "Kalashnikov", un tassista tunisino. Il libro è la storia di un’amicizia intensa e impossibile che esplora i temi della ricerca dell’identità e del bisogno di appartenenza.

Fresco di stampa è anche "La straniera" di Claudia Durastanti, il nuovo libro dell’autrice di "Cleopatra va in prigione" è un’avventura che unisce vecchie e nuove migrazioni. Figlia di due genitori sordi ed emigrata in un paesino lucano da New York ancora bambina per farvi ritorno periodicamente, la protagonista vive un’infanzia febbrile, fragile eppure capace, come una pianta ostinata, di generare radici ovunque. La bambina divenuta adulta non smette di disegnare ancora nuove rotte migratorie: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità. In parte memoir, in questo romanzo la scrittrice indaga il sentirsi sempre stranieri e ubiqui.

Bisognerà aspettare invece qualche giorno per il nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio, dal titolo "La versione di Fenoglio". Anche in questo caso il tema è l'amicizia, quella tra Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile e disorientato. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull’idea stessa del potere.

Ultimo consiglio di oggi è "L'ora di Agathe" di Anne Cathrine BOMANN. La giovane scrittrice e psicologa danese esordisce con questo romanzo (un caso editoriale alla London Book Fair) che sta riscuotendo grandi elogi. Ambientato in una cittadine francese negli anni Quaranta dove uno psicanalista fa il conto alla rovescia delle ore che lo separano dalla pensione. Scapolo e senza amici, la sua vita si divide tra lo studio, dove ascolta svogliatamente i pazienti fingendo di prendere appunti mentre disegna caricature di uccelli, e la casa d’infanzia in cui ancora abita e si rintana dal mondo, origliando dai muri la vita del vicino che non ha mai visto. Qualcosa cambia quando una giovane tedesca di nome Agathe insiste per essere presa in cura da lui. Costretto ad accettarla suo malgrado il medico scopre che dietro quell’aspetto fragile si nasconde una donna forte, sagace, pronta a scavare nel suo passato per affrontare il trauma inconfessabile che le ha imbrigliato l’esistenza. Una donna che lo affascina e lo sfida cogliendo in lui quel male di vivere che li accomuna e li lega in un’intesa sottile.

Al cinema in uscita ieri, "La Paranza dei bambini" diretto da Claudio Giovannesi, tratto dal romanzo omonimo di Roberto Saviano. Protagonisti un gruppo di ragazzi criminali della periferia di Napoli pronti a tutto per riuscire a prendere il potere e colmare il vuoto lasciato dai boss in carcere.

Lunedì , grazie ai Subsonica, abbiamo conosciuto Willie Peyote, che è salito sul palco della band torinese tirando letteralmente giù il palazzetto con il pezzo “I CANI”. In questi giorni ci siamo fatte una full immersion nella sua musica e il ragazzo è davvero bravo. Mescola diversi generi, è divertente, acuto e perché no, ci fa anche muovere il culo. In questo caso lo fa parlando di razzismo e immigrazione (e non è facile) con il pezzo “Io non sono un razzista ma…