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La Grande Bellezza


Sono passati 5 giorni dalla visione di Dogman e devo ancora riprendermi del tutto, il film è un colpo duro allo stomaco e al cuore. Sapevo cosa avrei visto, sapevo che il film si ispirava alla vicenda del "Canaro" della Magliana, uno dei più noti e inquietanti fatti di cronaca nera degli anni Ottanta, pur non essendone la trasposizione reale.

Sapevo che non sarebbe stato un film splatter come molti immaginavano, ma comunque un film duro, crudo, ansiogeno e profondo come solo Garrone sa essere.

Marcello, uomo mite e ingenuo, ha due grandi amori: la figlia Alida, avuta da una storia finita, e i cani che accudisce nel suo negozio di toelettatura “Dogman", incastrato fra un "compro oro" e una sala biliardo-videoteca di un quartiere periferico a bordo del mare, in un totale stato di degrado e povertà. L'uomo-simbolo di quel degrado è un bullo locale, l'ex pugile Simone, che intimidisce, taglieggia e umilia i negozianti del quartiere. Una “bestia” a piede libero, cocainomane e senza nessun tipo di etica e freno, morale e fisico. Tra Marcello e Simone c’è uno strano rapporto di dipendenza reciproca, sottomissione e strana amicizia che porterà un finale tragico per entrambi.

Visivamente ineccepibile, girato in maniera sublime e recitato anche meglio (ricordiamo la vittoria di Marcello Fonte, della Palma d’Oro a Cannes, di pochi giorni fa). Del resto come sa far recitare Garrone pochi altri, di come riesce a tirare fuori il talento da principianti, di come riesce a entrare nel vero delle loro realtà e a rappresentare la bellezza nella bruttezza, ancora mi stupisco e spero di continuare a farlo.

Marcello è la bellezza nel brutto e quello che succede dentro alla sua bottega è di una estetica commovente, così come i momenti con la figlia.

Dogman è un film sul bisogno di essere amati e il desiderio spasmodico di compiacere chi ci sta intorno, che condiziona ed aggrava azioni e comportamenti. Sulla difficoltà ed emarginazione del vivere ai confini del mondo civilizzato, dove vincono sempre i cattivi e la giustizia è una mera illusione.

Un film sulla mancanza di scelta e sulla solitudine.

Un film triste, molto triste, ma con picchi di dolcezza e vera meraviglia.

Un film pieno di AMORE, quella parola che il protagonista rivolge ai suoi amici a quattro zampe e di cui ha pieno il cuore.