• Thebloodyisland

Friday i'm in love


Senza tanti preamboli iniziamo subito questo Friday con un consiglio spassionato: andate a vedere “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino. No, non l'abbiamo ancora visto, noi andremo stasera ma ci sentiamo di sbilanciarci per questo film che sta raccogliendo critiche entusiastiche. Ricordiamo che il film è tratto dal libro omonimo di André Aciman, pubblicato nel 2007; il racconto struggente del rapporto di amicizia e amore che nasce tra due ragazzi e che li accompagnerà negli anni a venire.

Non è l'unica novità degna di nota al cinema, uscito ieri anche "DOWNSIZING" di Alexander Payne che vede Matt Damon protagonista di questo originalissimo film distopico ambientato in Norvegia, dove uno scienziato trova la soluzione per risolvere il problema della sovrappopolazione: rimpicciolire gli esseri umani.

Sempre ieri è uscito anche, firmato Luciano Ligabue, "Made in Italy". Il terzo film del regista cantante è ispirato al suo ultimo lavoro discografico e vede come protagonista il suo attore feticcio (che C. ama tanto e quindi S. la porterà al cinema) Stefano Accorsi nei panni di un uomo alle prese con una vita che non ha scelto, con una serie di sfortune e con la necessità di reagire e ricominciare.

A proposito di cinema, questa settimana sono uscite le candidature per la novantesima edizione dei premi Oscar 2018, che si terrà il 4 Marzo al Dolby Theatre di Los Angeles.

Non ci sono grosse novità rispetto ai Golden GLobe: scorpacciata di nomination per Guillermo Del Toro e il suo "La forma dell'acqua",

per "Tre manifesti a Ebbing, Missouri" e per "Dunkirk". La notizia più importante però è che 4 nomination, tra cui quella di miglior film, è andata, appunto, al sopra indicato e consigliato film di Guadagnino! Ne siamo felici.

A questo proposito una polemichetta ci sta. Poco tempo fa abbiamo letto che nel 2017 si è registrato un grosso calo di presenze per il cinema italiano e che una delle maggiori cause sarebbe la mancata uscita di un nuovo film di Checco Zalone. Sicuramente una mancanza ENORME se pensiamo che "Quo vado" (il suo ultimo tristemente noto capolavoro) è stato il film italiano più visto di tutti i tempi.

Questa notizia ci mette molta tristezza se consideriamo, appunto, autori come Guadagnino che oltreoceano sta riscuotendo tutto questo successo e, siamo sicure, non riporterà serenità (e milioni di euro) al cinema italiano.

Ma cambiamo argomento, che altrimenti ci viene un fegato grosso così...

In libreria qualcosa (poco) si muove...

A seguito del grande successo ottenuto con "La ferrovia sotterranea" dell'anno scorso, esce oggi rieditato, per Big Sur, "John Henry Festival" di Colson Whitehead. Si tratta del secondo romanzo, scritto dall'autore nel 2001, ambientato nel paesino di Talcott in West Virginia dove ogni anno si svolge una manifestazione folkloristica in onore del famoso spaccapietre di colore John Henry che diventò famoso per aver sfidato una trivella a vapore e ha come protagonista un giovane cronista freelance alle prese con la crisi del maschio americano di oggi.

Per Edizioni Black Coffee è uscita a dicembre una raccolta di Joy Williams, "L'ospite d'onore". La scrittrice americana ha raccolto 33 racconti da libri precedenti e 13 inediti, in cui ci presenta una gran varietà di personaggi, molti dei quali alle prese in qualche modo con il lutto.

Per finire consigliamo "Un uomo al timone" di Nina Stibbe, edito da Bompiani. Commedia inglese ambientata negli anni 70.

La voce narrante è la figlia minore di una donna ancora abbastanza giovane, divorziata, alla quale i figli vogliono a tutti i costi appioppare un uomo.

Vi salutiamo come al solito con un video. Oggi abbiamo scelto il nuovo di Beck, "Fix me", che è sempre un piacere.