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Quest'estate, in un afoso pomeriggio di luglio, mi sono ritrovata, telecomando alla mano, alla ricerca di una serie tv che fosse minimamente accettabile.

Avevo appena guardato 20 minuti di "Sballati" ed ero rimasta sconcertata da tanta banalità. La serie, che vanta come protagonista niente meno che la grandissima Kathy Bates, lascia piuttosto sbalorditi, in senso negativo intendo; al di là di qualche scambio di battute simpatiche non va. Le risate di sottofondo, ad ogni dialogo sono insopportabili se si considera addirittura il fatto che le battute non fanno ridere! A mio avviso un vero flop.

Comunque, presa dallo sconforto, cerco e trovo, sempre su Netflix, questa cosetta che ho approcciato con molta titubanza ma che mano a mano che procedeva mi appassionava sempre di più.

La mia esitazione era data dal fatto che l'argomento in questione fosse l'autismo. Un argomento delicatissimo e molto pericoloso, in cui facilmente si cade nel retorico. Si tratta di "Atypical" una serie di 8 puntate da circa mezz'ora l'una che scorrono benissimo e che mi hanno portato ad un inaspettato quanto piacevole binge watching.

Molto coraggiosamente la serie racconta la vita di questa famiglia americana che ha avuto un figlio, il primo, autistico;

nello specifico Sam soffre di autismo ad alto funzionamento, una malattia molto seria, che però viene raccontata con una sorta di leggerezza ma non in maniera superficiale.

Hanno trovato un giusto mix in una comedy drama che fa molto sorridere e a tratti emozionare, senza retorica e facili luoghi comuni.

Tra l'altro non è Sam il solo protagonista della serie ma tutta la famiglia, con i problemi legati alla gestione del figlio/fratello ma anche a quelli legati alle loro individualità. Fantastica Jennifer Jason Leigh nei panni della madre Elsa, spontanea e divertente, con le sue fragilità e con la necessità di stravolgere un pò la sua vita dopo aver vissuto tanti anni a prendersi cura del figlio.

I toni rimangono sempre un po' leggeri ma in fondo l'intento è proprio quello di sdrammatizzare e a mio avviso riesce bene.

Scritto da Robia Rashid, è stato forse troppo poco pubblicizzato e penalizzato da Netflix che lo ha programmato ad agosto, con le ferie incombenti.

Un piacevole sorpresa che a mio parere merita attenzione.

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