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Appunti dall'Isola


LA STRADA DEL BLUES

Un viaggio lascia sempre il segno. Che sia stato bello, bellissimo o al di sotto delle nostre aspettative, ti lascia esperienza.

Ti porti a casa le facce delle persone che hai incontrato, i colori, gli odori e le sensazioni.

Gli Stati uniti sono un grande paese. Grande proprio in senso fisico oltre che politico.

Le dimensioni delle strade, delle macchine, delle persone (e questo non è certo positivo) sono incredibilmente grandi.

Strade dritte, larghe e vuote. Pianure sterminate a perdita d'occhio, cieli che sembrano più grandi e non finire mai.

E' tutto più grande! Anche i temporali, non sono semplici temporali passeggeri: SONO TEMPESTE che durano giorni e giorni e che mettono subito in allarme, soprattutto noi provincialotti non abituati a tanta grandezza e a tanta abbondanza, anche di pioggia.

Il viaggio è stato itinerante, come la maggior parte dei nostri viaggi oltreoceano.

Quest'anno abbiamo scelto la STRADA DEL BLUES. Da Chicago a New Orleans, costeggiando il grande Mississippi, passando per paesi pressoché sconosciuti e per altri molto noti, tipo Memphis, Nashville, Chattanooga e Cincinnati.

Con il nostro Dodge monovolume preso a noleggio (anche questo, gigantesco) abbiamo percorso 4000 km in due settimane che, data la comodità delle strade e la loro linearità, sono sembrati la metà. L'unico vero rischio, per certi versi, è quello di addormentarsi: non si possono assolutamente superare i limiti di velocità imposti, pena probabilmente il carcere! Lì non si scherza.

Abbiamo senz'altro respirato aria di festa in molte località, con la musica a deliziarci e a fare da sfondo alle nostre giornate.

Le città più caratteristiche, a parte una meravigliosa e molto europea CHICAGO, sono state senz'altro MEMPHIS, patria di Elvis Presley , NASHVILLE e NEW ORLEANS, ricostruita magnificamente dopo l'uragano Katrina, dove ci sono locali in cui si ascolta musica dal vivo (di ottima qualità) dalla mattina alla sera e in cui si rischia di perdere anche la lucidità (la birra scorre a fiumi e noi NON siamo astemi).

Una menzione speciale per la deliziosa Louisville, inaspettato paese molto vitale, con un centro pieno di bei locali (anche qui la musica dal vivo la fa da padrona). Avrebbe dovuto essere una fermata transitoria e invece si è rivelata un'adorabile sorpresa. A Chattanooga abbiamo invece visitato le meravigliose Ruby Falls, punto di arrivo di un'ora di percorso in una grotta fredda e stretta che però è stata trasformata più che altro in un esercizio commerciale, con tanto di luci stroboscopiche che rendono il tutto un po’ fasullo. Peccato perché le cascate sono davvero un incanto.

Come spesso accade, abbiamo anche incontrato sulla nostra via persone gentilissime e prodighe di consigli e di indicazioni (a volte anche non richiesti). La grande contraddizione che caratterizza il popolo americano: così politicamente spocchiosi e padroni del mondo, così inclini all'uso delle armi, con i loro problemi di integrazione e invece così pronti ad aiutare il prossimo per qualsiasi necessità. Hanno votato per Trump e questo è imperdonabile ma rimangono, per la maggior parte, persone adorabili e accoglienti.

Non è mancata la serata football americano. A Cincinnnati siamo stati spettatori di un' amichevole pre campionato per vedere i Bengals contro i Tampa Bay Bucaneers. Sempre uno spettacolo! Soprattutto la gente che vive questi momenti di sport come un happening. Allo stadio si presentano famiglie intere, per le quali la partita è solamente un piacevole sfondo; si mangia (soprattutto) e si beve senza sosta con qualche pausa nei momenti salienti della partita.

Immancabile lo show con musica rock, inno iniziale da pelle d'oca cantato a cappella da tre donzelle, cheerleaders e intrattenimento vario. Spettacolo nello spettacolo.

I Grandi Stati Uniti dì'America non ci hanno deluso e ci rivedranno presto