• C.

non si giudica un libro dalla copertina


"mi sembra di vivere il mondo come potrebbe fare solo chi non lo abita"

Ho appena finito, con non poche difficoltà, "il corpo che vuoi" di Alexandra Kleeman, edito da Black Coffee.

Leggerlo non è stato facilissimo e non lo sarà neppure recensirlo.

Inizio dalla trama, che già di per sè, non è comune:

Una ragazza, nota come A, vive in un’anonima cittadina americana insieme alla coinquilina, B, e al ragazzo, C.  A si nutre quasi esclusivamente di ghiaccioli e arance, trascorre buona parte del suo tempo davanti alla televisione, ipnotizzata dagli spot di Kandy Kat, la mascotte di una merendina ultrachimica o dal reality show che C ama tanto. Vive un rapporto conflittuale e morboso con B che tenta disperatamente di fare di sé una copia di A, mentre A, perennemente insoddisfatta, cerca un senso alla propria vita. Le piace fantasticare sulla famiglia dall’altra parte della strada che un giorno però scompare misteriosamente. L’ultima cosa che A vede è padre, madre e figlia vestiti da fantasmi uscire di casa, salire in macchina e andarsene lasciando sulla porta del garage una bizzarra scritta che pare indirizzata a lei: "ESCI DALL'OMBRA. MANGIA CON NOI".

Intanto, uno strano fenomeno si sta sviluppando: le persone scompaiono, soprattutto padri di famiglia. Così, dal giorno alla notte.

Romanzo d’esordio meravigliosamente scritto ma forse troppo complesso, troppo denso di significati sottintesi e metafore.

Dopo un inizio folgorante, divertente e sagace, dalla metà in poi la storia rasenta il surreale, perde a mio avviso quella logica di cui necessito e, anche se i temi che la Kleeman vuole toccare trapelino, forse li affronta in maniera troppo ambiziosa e onirica.

Tantissimi  gli spunti di riflessione: l'importanza di apparire, il consumismo americano, la cultura da televisione spazzatura, la ricerca di identità, l'alimentazione e il conflitto con il proprio corpo, la religione e il fanatismo.

In apertura del romanzo c'è un commento di Zadie Smith, scrittrice che adoro, che lo definisce "il miglior romanzo d'esordio che abbia mai letto" e da altri critici leggo che è stato associato a una puntata di Black Mirror, serie TV inglese che non sto a raccontarvi qui ma che effettivamente, più ci penso, più forse è la definizione che meglio descrive questo libro.

Forse un libro non completamente riuscito, certamente una scrittrice da tenere d'occhio.

2,5/5

"da che mi ricordi c'è sempre stato qualcosa che non andava in me: faccio sempre quello che non vorrei fare, mi ostino a voler fare cose che so di non voler fare:"