Un mese sull'isola: Settembre
- Thebloodyisland
- 30 set
- Tempo di lettura: 3 min

"È il solito
settembre che si
scioglie
nel suo vicino
ottobre."
Patrizia Cavalli

Finalmente una lettura condivisa. Il libro è l'ultimo romanzo del poeta e scrittore Ocean Vuong che abbiamo avuto il piacere di ascoltare al Festival della Letteratura di Mantova. È la storia di Hai, giovane americano di origine vietnamita (come lo scrittore) che, dopo un evento drammatico, conosce Grazina, anziana signora di origine lituana e malata di demenza e del rapporto inaspettato tra i due, fatto di solidarietà, cura e condivisione del dolore e del passato. Un libro dolcissimo sulla memoria e sul concetto di bontà nonché uno spaccato sulla società contemporanea americana e sul mito del famoso sogno, ormai perduto. Una serie di personaggi bellissimi, molto reali anche se estremi, attraverso i quali esplora il concetto di “famiglia” come comunità che si forma tra persone con destini difficili che si tengono insieme condividendo frammenti di vita.
Non certo il capolavoro di cui si dice ma un libro toccante e pieno di sensibilità, cosa rara da riscontrare al giorno d'oggi e di cui Ocean ti inonda.

Adoro i libri sui libri e ancora di più quando a parlare di libri è un vero amante dei libri come Paolo di Paolo. "Vite che sono la tua" è un saggio-narrazione che riflette sul valore della lettura e sul rapporto profondo tra i lettori e i libri e invita a considerare la lettura come un’esperienza trasformativa e relazionale: ogni romanzo, ogni pagina può aprire mondi e diventare una tappa del nostro percorso personale. Può piacere sia a chi legge molto sia a chi vuole riscoprire il perché dei libri nella propria vita. A me è sicuramnete piaciuto molto.

A chi dice che è un libro su un cane non credeteci. "Flush" è un originalissimo romanzo di quella che a mio parere è la regina della letteratura di tutti i tempi, la mia amatissima Virginia Woolf che racconta, attraverso lo sguardo e il fiuto di uno spaniel pura razza, la condizione femminile, la libertà, il rapporto tra classi sociali e culture nella Londra di metà 900. Con leggerezza e humour, Woolf sperimenta un punto di vista insolito per parlare di emozioni universali. Non è il suo romanzo che preferisco ma lei si conferma in assoluto la più grande.

Questo saggio propone un viaggio nella vita di Virginia Woolf visto attraverso i suoi luoghi londinesi: case, quartieri, giardini, square, strade. Londra non è qui solo lo sfondo, ma una presenza viva, intimamente legata all’identità e alla produzione artistica della scrittrice.
Questo libro ha la grande capacità di farti venire una voglia matta di tornare a Londra e ripercorrere i posti del cuore di Virginia.

Il libro racconta la relazione tardiva, inattesa ma dolce, tra Peppinella (Giuseppina), la nonna dell’autore, vedova e ultraottantenne, donna di forte personalità e di radici calabresi, e un Conte anch’egli ultraottantenne, aristocratico studioso della storia dei Borboni. Attraverso questo rapporto, il narratore — che è anche testimone — riflette sul tempo, sulla memoria, sul valore delle piccole cose che definiscono una vita, su quanto la vecchiaia possa essere ferita ma anche capace di rinascita, di bellezza.
Trevi è sempre magia. La magia delle parole messe insieme con intelligenza, con cura e con ironia.

Anche stavolta Giulia Galeazzi è riuscita a farmi ridere, e molto, di un tema di cui c'è poco da ridere. La prima volta lo ha fatto con "Poverina", libro autobiografico (come questo del resto) in cui racconta dell'emorragia celebrale che l'ha colpita giovanissima e il periodo che ne è seguito, argomento tutt'altro che divertente, appunto. Stavolta ci è riuscita parlando del mondo dei social, nello specifico delle famose "shitstorm" portando avanti un personale esperimento sociale nel quale si è messa nei panni di un «leone da tastiera» per sperimentare il potere del giudizio facile. Il risultato è una sorta di originale saggio sulla nostra società e sulla difficoltà di confronto e dialogo, soprattutto quando di mezzo c'è l'anonimato e una tastiera.






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