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Un mese sull'isola: Maggio


"A me è MAGGIO che mi rovina

e anche Settembre,

queste due sentinelle dell'estate: promessa e nostalgia"

PATRIZIA CAVALLI


PREMIO STREGA EUROPEO 2024.

Uno dei libri più belli degli ultimi anni.

Uno dei libri più intensi, disarmanti e potenti degli ultimi anni.

Non si torna indietro da questa lettura. Non c'è consolazione.

Triste tigre narra la vicenda autobiografica dell’autrice, una bambina, che all’età di nove anni, viene sistematicamente stuprata per anni dal secondo marito di sua madre.

Abbiamo letto altre volte di argomenti simili ma mai ci è capitata questa lucidità, questo coraggio, invitando il lettore a riflessioni continue e sfidandolo con parole crude e affilate.

Ha saputo dire l'indicibile e sarà impossibile dimenticarlo.

Che Marco Rossari sia un gran figo lo sapevo, che scriveva benissimo lo avevo sentito dire ma non avevo ancora letto niente di suo e ora che l'ho fatto non posso che confermare anche la seconda. L'ombra del vulcano è un bel libro dove autobiografia e finzione si mescolano, che parla di un'estate in cui, mentre un amore finisce, l'autore si ritrova a tradurre il libro della sua vita. Un libro su come la letteratura, a volte, si fonda con la vita vera.

Questo piccolo e strano libricino, primo volume dell'Autobiografia in movimento di Deborah Levy, è molto difficile da descrivere. La scrittrice, durante un viaggio a Maiorca, raccoglie in questo memoir le ragioni del suo essere donna e scrittrice, indaga su di sé e il suo passato e scopre quella voce che ha cercato da sempre di tirare fuori.

Vittoria, trovata morta nella sua vasca da bagno per un "brutto incidente", che Lea, però, non si rassegna a liquidare come tale.

Una sorta di giallo, il nuovo romanzo di Chiara (mi viene da chiamarla per nome perché ormai la considero una di famiglia, insieme alla Murgi) che non lascia molto ma che si legge con un buon ritmo.

La Murgi ci manca sempre, anzi di più.

Leggere le sue ultime parole è stato molto commovente e aldilà dei soliti pensieri rivolti alla sua fede cristiana (che faccio sempre fatica a comprendere) tutto mi ha ricordato che meravigliosa intellettuale sia stata. In questa autobiografia postuma, troviamo trascritta una chiacchierata avvenuta tra lei e l'amico Cottafavi, in cui ripercorriamo la sua intera vita, leggiamo della sua famiglia Queer, di imperdibili riflessioni sulla morte, sull'amore, sul femminismo. E poi ancora racconti inediti con la solita inesauribile passione!

Non rileggo quasi mai libri già letti, ma in questo caso è stato un po' come se fosse la prima volta in quanto, avendolo letto ormai un millennio fa, poco mi è rimasto di questo libro diventato vero e proprio culto (soprattutto per la mia generazione, che è appunto quella del titolo). Una scrittura per me poco emozionante, quella di Coupland che però riesce a mettere a fuoco, attraverso i racconti di tre ragazzi, una generazione intera.

Paul Auster se n'è andato da poco lasciando un vuoto incolmabile ma i suoi libri rimarranno per sempre e io, per fortuna, non li ho ancora letti tutti.

Follie di Brooklyn era uno di questi e che goduria che è sempre, leggere Auster.

Un ex assicuratore si trasferisce a Brooklyn, dove ha intenzione di morire e lì decide di scrivere un libro sulle "follie" che incontrerà, un "libro nel libro", struttura tanto amata dallo scrittore che si legge con facilità, a differenza di altre sue opere. Una lettura per chi vuole approcciarsi allo scrittore.


"Avevo sempre puntato tutto sul cervello, e lui mi ha ripagato così."

Chiara Galeazzo a 34 anni ha avuto un'emorragia cerebrale e non c'è proprio niente da ridere, direte voi. Beh, lei ci dimostra il contrario in questo memoir davvero divertentissimo, in cui non viene sminuita la gravità di ciò che le è successo ma rispetto nei confronti della condizione di "vittima" che non è né eroina, né guerriera ma semplicemente una persona, magari con un ictus.

In questo bellissimo libro, né saggio né memoir, Margo jefferson usa la parola Negro con cognizione, con coraggio, con rispetto e con la N maiuscola. Fin dal titolo, fa un lavoro opposto a quello di tanti libri e film sull’identità dei neri americani: smonta pezzo dopo pezzo le certezze di una giovane donna afroamericana cresciuta nel misterioso, ovattato mondo dell’alta borghesia nera.

Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare Salman Rushdie (intervistato da Roberto Saviano) al Salone del libro di Torino, ed è stato una stupenda occasione per sentire la testimonianza, dal vivo, di ciò che è riportato nel suo libro: l'incredibile storia del suo accoltellamento. Il potente resoconto su come è riuscito a resistere e sopravvivere a un attentato alla sua vita, trent'anni dopo la famosa "Fatwa" (una sentenza di morte) scagliata contro di lui da Khomeini.

Con grande capacità, passione ed ironia ci consegna pagine indimenticabili: pensieri intimi e rassicuranti sulla vita, sulla perdita, sull'amore, sull'arte e sul trovare la forza di rialzarsi.


Leggere la Bignardi è sempre un piacere.

Riesce sempre a coinvolgere il lettore nelle sue passioni.

In questo caso si parla di carceri: un'interesse che la accompagna da moltissimi anni.

Si parla dei detenuti, degli agenti e delle condizioni in cui versano questi istituti.

Un interessante viaggio alla scoperta di questo mondo di solitudine e isolamento.

«Non è che le prigioni mi piacciano, al contrario. Ma dentro c’è la quintessenza della vita com’è: dolore, ingiustizia, povertà, amore, malattia, morte, amicizia».



Ota Pavel ha scritto questo piccolo e delizioso libro dedicato ai suoi genitori, raccontando una vita al limite del fiabesco, segnata da eventi rocamboleshe e altri drammatici come la seconda guerra mondiale per una famiglia di ebrei. Una storia su come non si debba mai perdere la speranza o meglio, quella capacità che in pochi anno, di continuare a credere in un futuro migliore.

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