La Grande Bellezza

January 8, 2020

E' necessario fare un preambolo: questo film l'ho visto alla fine del 2019 poco dopo aver pubblicato il nostro consueto elenco dei preferiti dell'anno.

Questo per dire che solo per una manciata di ore non è entrato di diritto tra le nostre scelte, perché senza dubbio si tratta di uno dei più bei film visti del 2019. 

Una MERAVIGLIA. Una vera poesia.

"Ritratto di una giovane in fiamme" scritto e diretto dall'autrice francese Cecile Sciamma è una grande storia d'amore e di passione.

Candidato a tantissimi premi e vincitore di altrettanti, si merita sicuramente molta più attenzione di quanta ne abbia ricevuta, perlomeno in Italia. Relegato come al solito in cinema piccoli e sconosciuti ai più. Mentre ricordo che "Tolo Tolo" imperversa e vince tutte le classifiche di vendita, del mondo, o quasi (Sì, continuiamo ad essere ostinatamente contrariate).

 

Ma torniamo a parlare di bellezza: ci troviamo in un'isola della Bretagna alla fine del settecento, dove Marianne (Noemie Merlat) , giovane pittrice di talento, viene incaricata di fare un ritratto alla altrettanto giovane e bella Eloise (Adele Haenel), appena uscita dal convento, promessa sposa al posto della sorella morta suicida e figlia di una nobile decaduta (Valeria Golino). La pittrice però dovrà svolgere il lavoro per la quale è stata ingaggiata, all'insaputa di Eloise, che rifiuta di posare in quanto contrariata per il matrimonio combinato. Sa infatti che il ritratto sarà consegnato al suo pretendente affinché accetti di sposarla.

Marianne dovrà fingere di essere la sua dama di compagnia, accompagnarla di giorno nelle sue infinite passeggiate, studiarla, imprimersela nella mente e ritrarla la notte. Tra le due scoppierà però, piano piano, una passione che viene raccontata con grande eleganza e romanticismo.

Un film di sole donne in cui le immagini sono l'essenza stessa del film con l'assenza quasi totale di musica e una sequenza di immagini favolose: delle due donne, dei posti incantevoli in cui è ambientato il film, dei particolari della pittura e dei costumi dell'epoca.

Tutto trattato con una delicatezza e una poesia molto rare.

Meravigliose le interpretazioni delle protagoniste, tra cui anche una credibilissima Valeria Golino.

Sappiamo già che non si è aggiudicato il Golden Globe come film straniero (vinto dal coreano "Parasite") ma credetemi, recuperatelo perché è davvero l'apoteosi della bellezza e dell'estetica. 

 

 

 

 

 

 

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