non si giudica un libro dalla copertina

November 10, 2019

 

"Sono stufa di aspettare. Mio padre è morto da tempo. Non mi dirà mai quelle parole. Non mi chiederà scusa.

Perciò devo immaginarle. Perché è nella nostra immaginazione che possiamo sognare oltre le barriere,

approfondire la narrativa, e ideare esiti alternativi."

 

Molti di noi, compresa me, conoscono Eve Ensler per essere l'autrice di "I monologhi della vagina", opera teatrale nata  dopo aver intervistato duecento donne sulle loro idee sul sesso, relazioni, e violenza e poi divenuta nascita di un movimento contro la violenza sulle donne. Ed è di questo che si occupa da sempre la Ensler e di cui torna a parlare in questo straziante piccolo libro dal titolo "Chiedimi scusa" (Il Saggiatore): delle violenze subite in prima persona dal padre da quando era bambina e per il resto della sua vita. Violenze sessuali, fisiche, psicologiche che l'hanno portata a perdersi, all'autolesionismo, alle dipendenze, che l'hanno segnata per sempre.

La forma è quella di una lettera di scuse che il padre, morto ormai da molti anni, scrive alla figlia; scuse che in vita Eve non ha mai ricevuto e che lei immagina come una forma di autoanalisi che il padre fa del suo comportamento. 

Un libro schietto e duro che la scrittrice ha faticato a scrivere ma che ha sentito di dover fare, per sé e per tutte le donne che subiscono violenze; per accettare ciò che le è successo e cercare di liberarsene. Ha dato umanità a un padre che in vita non l'ha mai avuta, un mostro che non ha mai conosciuto pentimento, un uomo senza umanità.

La Ensler dimostra un enorme coraggio e una grandissima capacità di analisi, le chiavi che le hanno permesso di aprire quella gabbia in cui era rinchiusa da tutta la vita, dando speranza a tutte le donne vittime di abusi.

 

"Io ti ho ucciso, Eve. Io, tuo padre. Eppure tu sei sopravvissuta. E ora che sono morto,  finalmente riesco a dire la verità, tutto quello che i vivi non possono dirsi. Ora confesso e ti chiedo scusa. Le scuse che hai aspettato per tutta la vita.

Ma quanti uomini, quanti padri hanno mai chiesto scusa? Prestami la voce, Eve, per chiederti scusa.

Di’ tu la verità per me. La verità rende liberi. Liberati, Eve, liberati  finalmente di me."

 

5/5

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