non si giudica un libro dalla copertina

May 8, 2019

 

Secondo romanzo che leggo di Marco Missiroli.

E cosa posso dire di uno dei libri più attesi della prima metà dell'anno e papabile vincitore del Premio Strega 2019?

Ahimè non ho considerazioni molto favorevoli ma probabilmente le mie aspettative erano troppo alte.

Andiamo con ordine e partiamo con una veloce scorsa alla trama:

sono quattro i protagonisti di "Fedeltà", Carlo e Margherita, marito e moglie, Sofia, una giovane allieva di Carlo, e Andrea il fisioterapista di Margherita. 

Tutto nasce da un malinteso. Carlo viene scoperto nei bagni della scuola intento a soccorrere Sofia, colta da improvviso malore. Così l'ha raccontata Carlo a tutti. Alla moglie, al rettore e ai colleghi, e nonostante questo perderà il lavoro di insegnante e, ovviamente, instillerà nella moglie l'atroce dubbio del tradimento.

Ma a sua volta, Margherita, alle prese con un problema fisico, si rivolge ad un giovane fisioterapista, Andrea,  per il quale prova una grande attrazione. Questo rapporto porterà ad un interrogativo che sarò il cardine dell'intero romanzo: se siamo fedeli a noi stessi, quanto siamo infedeli agli altri?

Un' ulteriore figura, forse la più azzeccata, cercherà di tenere insieme i legami con la sua saggezza, ed è Anna, la madre di Margherita.

Tutto ruota quindi intorno al concetto di fedeltà, sia fisica che psicologica ma anche della tentazione e del dramma che porta con sé. Questo è il filo che tiene legati tutti i protagonisti della storia.

Il romanzo è suddiviso praticamente in due parti che sono ambientate in due periodi temporali diversi. La prima parte è quella  in cui accade il fattaccio del "malinteso" ed è senz'altro la parte che ho preferito, più scorrevole, dinamica e in qualche modo intrigante. Nella seconda ci ritroviamo circa dieci anni dopo, quando C e M hanno avuto un figlio, tutto sembra passato ma in realtà ci rendiamo conto che nulla è cambiato. Qui vincono la noia e la ripetitività di certi concetti.

Quello che posso dire è che nonostante la delusione, si intuisce comunque che Missiroli ha senz'altro grandi capacità e quindi sicuramente leggerò anche il suo prossimo libro, ma qui ha davvero perso una ghiotta occasione. 

Questo romanzo sembra un ottimo pacchetto per una vittoria al premio letterario più importante in Italia. Non manca nulla: un argomento coinvolgente, qualche scena piccante, qualche illustre citazione, la nonna saggia e colta, il gay npn dichiarato... tutto,  insomma. E' un libro un po' piacione, un po' paraculo in cui manca l'aggancio che ti intrappola tra le pagine, il rapimento e soprattutto la passione. 

Non ho trovato nulla di particolarmente originale, se non una nota di merito alla struttura. L'autore adotta una tecnica molto interessante in cui tutti i personaggi si avvicendano in modo continuativo, uno con l'altro. Senza cambiare capitolo e talvolta neanche la riga. Un flusso continuo che assomiglia al piano sequenza cinematografico, senza stacchi. Apprezzabile.

 

In ogni caso, dopo "Atti osceni in luogo privato" che ebbe uno strameritato successo di pubblico e critica, Missiroli fa un passo indietro, a mio avviso e con mio grande dispiacere.

 

2.5/5

 

 

 

 

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