non si giudica un libro dalla copertina

January 9, 2019

 

Il mio libro dell'anno 2018 è "Berta Isla" di Javier Marìas.

Ultimo libro letto che ha scalato indisturbato tutta la classifica e si è posizionato proprio al primo posto.

Non farò una classifica (anche se mi piacciono molto) anche perché è difficile solitamente scegliere i migliori, ma per questa scelta non ci ho pensato nemmeno un minuto. Un grandissimo romanzo che come sempre Einaudi perfeziona con una stupenda copertina.

E' il primo libro che leggo di Marias e a questo punto non sarà certamente l'ultimo.

Mi è stato consigliato e prestato (comprerò ovviamente al più presto una copia tutta mia) da una persona di cui mi fido molto, che me lo ha presentato come un vero capolavoro, un libro dal quale non ci si vorrebbe mai separare.

L'ho quindi accolto con grande entusiasmo e con le più alte aspettative, ed effettivamente è stato un successo. E' stato amore alle prime pagine.

Un romanzo meraviglioso che è stato l'enorme giliegiona su una metaforica torta di splendide letture.

La trama è avvincente e la scrittura sublime, curata e dosata nei minimi dettagli.

Berta Isla è la storia di un matrimonio tra la protagonista (che dà il nome al libro), e Tomàs Nevinson. I due si conoscono fin da studenti e banalmente dopo tanti anni di fidanzamento decidono di convolare a nozze. Una storia come tante, se non fosse che Tomàs nasconde un segreto che lo obbligherà ad una vita di assenze e bugie.

Grazie alla sua grande capacità di imparare le lingue e imitarne perfettamente inflessioni e accenti, durante gli studi a Oxford, viene contattato dai servizi segreti inglesi che con un raggiro riusciranno a reclutarlo, ovviamente all'oscuro da tutti, moglie compresa.

Berta sarà quindi costretta ad una vita di bugie, di assenze e di solitudine, solo parzialmente lenita dalla nascita di due figli.

L'attesa sarà il comune denominatore della sua vita. Una nuova Penelope che vivrà nell'incertezza e nell'assenza di risposte alle sue continue domande.

"Chi si abitua a vivere nell’attesa non ne accetta mai del tutto la fine"

 

La bellezza di questo romanzo è proprio il racconto, che si dispiega capitolo dopo capitolo, con continui colpi di scena. Quello che crediamo di sapere e di conoscere viene ribaltato e con grande originalità riesce sempre a stupirci.

Ne escono continue considerazioni e quello che all'inizio ci sembrava giusto, alla fine mette in discussione le nostre sicurezze.

 

"È difficile essere due persone per molto tempo. Per un individuo sano di mente, voglio dire. Noi abbiamo la tendenza a essere una persona sola, che esclude tutto il resto, e corriamo il rischio di trasformarci in quella simulata, al punto che questa escluda l’originale e la soppianti"

 

Marìas riesce ad essere coinvolgente, ad incollarti alle pagine con continui cambiamenti e momenti carichi di emozione, con una scrittura colta e raffinata, intelligente e mai banale.

Mai mi è capitato, come qualche volta può succedere anche nei romanzi che più ci sono piaciuti, un momento di stanca, di noia o di apatia. Ogni capitolo è una scoperta che ti incatena con la massima attenzione, uno snodo cruciale per il capitolo successivo.

Non una parola di troppo, non una parola di meno.

E come succede con i libri belli davvero, anche il finale non delude. 

 

"Abbiamo tante pretese: pretendiamo di conoscere a fondo la gente,

soprattutto quella che si assopisce e respira sul cuscino accanto al nostro”

 

L'unico vero problema con i romanzi di questo tipo è dover scegliere il successivo.

5/5

 

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