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November 5, 2018

 

Joy e Alan sono sposati da 20 anni.

Lei terapeuta, lui professore.

Hanno 3 figli ormai grandi.

A letto non fanno più scintille, anzi, per meglio dire, si annoiano proprio e dopo l’ennesimo tentativo fallito o deludente per entrambi, si ritrovano a discutere della loro situazione e a decidere per una strada inesplorata, pericolosa ma maledettamente intrigante. Un “Wanderlust”, letteralmente: impulso irrefrenabile verso l’ignoto.

Così, nella maniera più trasparente e sincera possibile, i due si avventurano in storie extraconiugali con l’obiettivo di migliorare il loro rapporto e di non lasciarsi mai.

Questa in sintesi la trama di Wanderlust, miniserie inglese, ora in onda su Netflix, di cui vi abbiamo accennato nel nostro ultimo post del venerdì. Vi abbiamo anche detto che ci è piaciuto moltissimo. E infatti è così.

La serie tratta un argomento delicato, la crisi di coppia, e lo fa in maniera diretta e sincera, cerca e trova risvolti nuovi e punti di vista inesplorati.

C'è la storia principale, dei due genitori che, consapevoli della loro crisi mettono le carte in tavoli, forti di un rapporto solido e si danno la reciproca autorizzazione al "tradimento", a patto di non innamorarsi.

E qui, cascherà in parte l'asino.

Poi ci sono i figli, tre storie parallele, purtroppo approfondite meno, ma incredibilmente toccanti, in cui anche qui viene affrontato il tema della sessualità  in maniera accattivante e intelligente.

 

Il cast è meraviglioso, ma certo una menzione speciale la merita Toni Collette, già ammirata in lavori passati, qui letteralmente in stato di grazia. L'attrice australiana è in gran forma, in tutti i sensi, e in questa serie non si risparmia, regalandoci momenti di grande intensità.

E poi, la vera ciliegina sulla torta di questa splendida produzione, la colonna sonora, che è magnifica. Una serie di pezzi Indie scelti con grande cura che amplificano e mettono in risalto le tantissime altalenanti emozioni. 

 

In Inghilterra la serie è stata accolta con tiepido entusiasmo proprio per le molteplici scene di sesso che evidentemente hanno scosso gli algidi inglesi. D'altra parte ricordiamo il famoso motto "Niente sesso, siamo inglesi", ripreso da una famosa commedia teatrale, ad evidenziare il tipico aplomb inglese, che spiega in parte questa reazione.

Pare che Toni Collette sia stata la prima attrice a simulare un orgasmo sulla BBC...e questo dice tutto.

 

Noi invece riteniamo che sia tutto perfetto e questo puritanesimo, decisamente fuori luogo e fuori tempo. Ci piacciono le serie che mettono in scena la verità, la realtà delle situazioni, e questa lo fa totalmente, sia per le scene di sesso, che oltre tutto non ci sono parse così scandalizzanti che nell'indagine sui sentimenti, reazioni ed emozioni di noi umani, coppie, figli e amanti.

Per una volta, ci auspichiamo ci sia anche una seconda stagione.

 

 

 

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