Appunti dall'isola

February 8, 2018

 

 

Inizieremo questo post con la frase meno popolare di sempre: Fiorello non fa ridere.

Si, perché in Italia, a dire una cosa del genere si rischia come minimo la derisione o, più probabilmente la lapidazione in piazza.

Ma noi, che tanto già non piacciamo a nessuno, ce ne sbattiamo e lo urliamo ai quattro venti.

Abbiamo guardato parte del suo intervento di apertura al Festival di Sanremo e niente, continuiamo a non capire come possa esaltare le masse, far crepare dalle risate un paese intero.

Oramai diventato il punto di riferimento per qualsiasi argomento si tratti. Una specie di oracolo che sarebbe invece stato meglio si fosse fermato al karaoke. Con un umorismo fermo al ‘94, imitazioni che dopo la scomparsa di Gigi Sabani speravamo di non doverci più sorbire, Fiorello continua a piacere a TUTTI.

Se il meglio che l’Italia può presentare come showman nel 2018 è quest’ometto borioso e retorico allora siamo davvero indietro come la coda del maiale, non ci illudiamo di raggiungere i livelli dell’America con i vari Letterman o Kimmel ma Fiore…Fiore no. Anche basta.

Certo è che ben si abbina a Sanremo. Uno show vecchio che mio nonno di 98 anni (verità) ieri sera guardava altro o come noi che abbiamo giustamente preferito la lettura di un buon libro.

Alle 22:30 , quando si erano esibiti non più di 3 “artisti” e la palpebra cominciava a calare, la telefonata in diretta con la Pausini malata (con l’immancabile Fiorello presente) ci ha dato il colpo di grazia. È stato davvero troppo.

Per poter scrivere questo post però ci siamo preparate eh...non è che parliamo per partito preso e, non senza una certa difficoltà, ci siamo ascoltate il giorno dopo le varie esibizioni. Non sappiamo davvero da dove iniziare.

Cominciamo dai Pooh: pensavamo di esserceli tolti dai piedi, invece ora dobbiamo sorbirceli individualmente. Voto: 2

AnnalisaThe Kolors: i pupilli della De Filippi che per contratto devono essere almeno due. Voto: 3

Decibel, Elio e le Storie Tese e Le Vibrazioni: è davvero giunta l'ora che ognuno prenda la sua strada perché le idee sono finite. Voto: 4

Ron: canta una canzone inedita di Lucio Dalla e si sente, ma sarebbe stata molto meglio cantata da Lucio Dalla. Voto: 6 (per Lucio)

Vanoni Bungaro Pacifico: la Vanoni sobria è già una notizia e la canzone forse la nota più lieta del Festival. Voto: 6

Nina Zilli e Noemi: indiscutibilmente brave ma le canzoni sono le solite, scontate, banali e inutili. Voto:5 (sprecate)

Diodato (CHI?) e Roy Paci: la noia. Voto: 3

Ermal Meta e Fabrizio Moro:questi sarebbero i nuovi cantautori impegnati italiani? Sospesi per ipotesi plagio (machissenefrega). Voto:4

Lo Stato Sociale: così giovani e già così inutili. Voto: 4

Luca Barbarossa: che ci è anche simpatico ma la canzone con ritornello in romanesco non l'aveva già fatta?? Voto:5 (per la stima)

Max Gazzè: ci è molto simpatico ma questa canzone ci sembra di averla già sentita (tutte abbastanza uguali) Voto:6

(solo perché ha fatto parte del trio con Fabi e Silvestri in cui era, oltretutto, il più scarso).

Mario Biondi: il crooner de noaltri. Ronfffffffffffffffffffffffffffffffff Voto: 4

Enzo Avitabile e Peppe Servillo: non sappiamo proprio cosa dire. Voto: 5 (a caso)

Giovanni Caccamo: (CHI E?) Voto: 4 (perché è carino).

Una menzione speciale per il SUPER ospite di mercoledì sera, Biagio Antonacci, per il quale non abbiamo davvero più parole per esprimere il nostro disgusto. Per lui parlano le sue parole, banali che manco sul diario delle medie:

"Buona come te, buona come te. Meriti di più, meriti di più. Fortuna che ci sei. Tu non hai avuto mai il coraggio che mi dai..." ecc.ecc.

Parole che lasciano un segno proprio, che sembrano scritte con lo Scarabeo, a caso. Ricordiamo a tutti che Biagione riempie San Siro e che molte donne lo ritengono un sex symbol.

Abbiamo o no ragione ad invocare l'estinzione????

Ma allora non salvate nulla, direte voi...

No, qualcosa salviamo: Favino. E' sempre molto bravo e competente. Ci chiediamo solamente per quale dannato motivo abbia deciso di imbarcarsi in questo circo senza speranza.

Ma boh. 

 

P.S. Non sapevamo bene in che rubrica inserire il nostro sproloquio anti Sanremo, abbiamo anche pensato di scriverlo in "C'é chi dice no" ma forse ne avremmo dovuto cambiarle il nome in "C'è chi dice basta!".

 

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