non si giudica un libro dalla copertina

October 30, 2017

"Amy e Isabelle" è il primo libro scritto dalla mia amatissima Elizabeth Strout, pubblicato nel lontano 1998.

Io l'ho letto per ultimo e non so bene il perché. So senz'altro che è stato un errore perché balza direttamente fra i miei preferiti e devo dire non senza grande stupore. Per esperienza gli esordi, essendo tali, mancano sempre un po' di esperienza e di solidità; e invece, in questo caso mi sono ricreduta ampiamente perché non mi aspettavo tanta bellezza.

Non supera il livello di "Olive Kitteridge", che trovo straordinario, ma di pochissimo.

Eccole qua quindi, Amy e Isabelle, madre e figlia , legate da un filo sottilissimo che le unisce  in maniera indissolubile

 

"Ad Amy sembrava che una linea nera le tenesse collegate, una linea non più pesante di un tratto di matita, forse, ma una linea che era sempre presente"

 

Si odiano, si amano, si respingono, si cercano, cresceranno e matureranno insieme, non senza altre importanti figure femminili che ruoteranno intorno alla loro storia.

Ambientata nella più classica delle province americane, durante un'estate particolarmente torrida, la storia racconta di queste due donne incapaci di scambiarsi affetto, oppresse da segreti e desideri inespressi che sono, come ben scrive la Parrella nella prefazione "l'una dell'altra, tutto l'universo affettivo".

La penna della Strout si dimostra, sin dagli esordi, delicata e sensibile; la cura nei dettagli, i cambi di direzione repentini ma in cui ci si ritrova sempre facilmente, la caratterizzazione dei personaggi e la trama elegante e sempre ben strutturata ti incollano alla lettura in maniera irreversibile. Quando si dice non veder l'ora di riprendere in mano un libro ma avere il terrore di finirlo troppo presto; ecco, queste sono le sensazioni che ti assalgono durante la lettura di un libro speciale, come è stato questo per me.

Divorato in pochi giorni, ora mi accingo a digerirlo, rileggendomi con calma alcuni passaggi che sono meraviglia.

 

"Ma che ci potevi fare? Solo tirare avanti. La gente tirava avanti; lo faceva da migliaia di anni. Facevi tesoro della gentilezza che ti veniva offerta lasciandotela filtrare il più possibile, e con gli anfratti che restavano oscuri cercavi di conviverci, sapendo che col tempo si sarebbero potuti trasformare in qualcosa di quasi sopportabile"

 

5/5

 

 

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