non si giudica un libro dalla copertina

April 18, 2017

 

Marie ha poco più di 20 anni e lavora come cameriera.

Rimane incinta all'età di 16 anni da un uomo appena conosciuto, avrà una bambina, si sposerà e da quel momento inizierà un percorso di autodistruzione che la porterà a gettarsi via cercando e infliggendosi ogni giorno un dolore più forte di quello di sentirsi una pessima madre e moglie. 

 

“alcuni tipi di dolore sono il perfetto antidoto per altri”

 

Riesce bene solo nel suo lavoro che odia ma che, avendo regole ben precise, riesce a svolgere, tenendo la bocca chiusa e cercando di non fare cazzate. Servire ai tavoli, badare ai clienti la fa concentrare, le fa tenere occupato il cervello, per non pensare alla sua catastrofica vita.

 

Con una scrittura minimale, fredda e feroce questo libro ferisce, disgusta, snerva.

Vorresti finisse subito e non finisse mai, speri in una rinascita, una svolta positiva ma ti trovi ad assistere inerme al peggio che una giovane donna può fare di sé.

A riflettere sul ruolo di madre in cui spesso ci si ritrova ma per cui spesso ci si sente inadeguate. Ad amare così tanto un figlio da scegliere di annullarsi per giustificarne l'abbandono. È paradossale ma reale.

 

“provo un senso di beatitudine che mi manda al settimo cielo, poi un senso di orrido risentimento che mi trascina giù: sono un mucchio di merda che cade all ’infinito in un pozzo buio, sono l’odio che ha scagliato via quella merda e la paura dentro la merda scagliata via.

 

Ci si aspetta un lieto fine, un evento che in qualche modo possa riscattare la deriva che sembra non avere fine...e invece il bello di questo libro è proprio il fatto che non ci sia. La grandezza sta proprio nel realismo e nella necessità di non cadere nel solito arco narrativo in cui alla fine, in genere, si tende a ricorrere. La storia è questa, non c'è nessuna redenzione, nessuna assoluzione. Si rimane giustamente sospesi e inermi.

Dobbiamo anche dire che leggendo diverse interviste all'autrice, ritroviamo nelle sue parole una totale condivisione di valori e la nostra affezione non poteva che aumentare. La Tierce , nata e cresciuta in Texas da genitori cristiani, si allontana gradualmente dalla religione ("è stato il più grande sollievo della mia vita", dice) e diventa membro fondatore del TEA Fund (Texas Equal Access Fund), un'organizzazione che finanzia gli aborti, in uno stato in cui l'assistenza sanitaria non copre questa pratica. Insomma, la Merritt, che decide di rimanere a vivere in Texas proprio perchè è lì che c'è bisogno di combattere; è scrittrice e persona che ha tutta la nostra grande ammirazione e il nostro rispetto. 

 

4/5

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