non si giudica un libro dalla copertina

March 30, 2017

DAVE IS BACK

 

Dai tempi di "l'opera struggente di un formidabile genio" non ritrovavo un Eggers così straordinario. Da allora ci sono stati momenti di noia (Ologramma per un re) e di quasi noia (Il cerchio), ma qui ritrova la sua vena, rimette in pista il suo talento indiscusso.

I primi capitoli sono da manuale di scrittura e con parecchie sottolineature, e anche se nella parte centrale perde un pò di smalto, è senz'altro un romanzo che ricorderò per molto tempo.

Josie, quarantenne ex dentista, è una donna stanca della routine, di relazioni vuote e deludenti e di una vita in cui si sente totalmente inadeguata.

Decide quindi di intraprendere un viaggio con i suoi due piccoli marmocchi: Paul, 8 anni, responsabile, attento e sensibile "con occhi freddi e premurosi di un prete glaciale" e Ana, 5 anni, capelli rossi che stanno già ad indicare un carattere piuttosto vicace e con "la capacità di individuare l'oggetto più fragile in qualsiasi stanza e di romperlo con incredibile alacrità", una tarantolata insomma. Partono, noleggiando un camper , avventurandosi senza una meta precisa verso l'Alaska, terra di natura selvaggia e sconfinata e di nuove possibilità, dove diversi personaggi incroceranno la loro via.  Per Josie sarà un viaggio in fuga dalla realtà, dai sensi di colpa, in un continuo altalenarsi di ricordi dolorosi e di ricerca di un posto dove stare. Anche se a volte pensa che stare sempre in movimento non le dispiaccia affatto, perchè... 

" Aveva avuto una vita comoda e la comodità è la morte dell'anima, che è per sua natura indagatrice, insistente, insoddisfatta. L'insoddisfazione spinge l'anima a partire, a perdersi, a sentirsi smarrita, a lottare e adattarsi. E l'adattamento è crescita, e la crescita è vita".

Un romanzo on the road in cui ti senti piacevolmente trasportare dalle emozioni, tanto che ad un certo punto pensi, sai che c'è, mollo tutto: una vita comoda, un lavoro fisso, la routine quotidiana. Metto via due soldi, prendo e parto, senza una meta. Vivo alla giornata, perchè quello che conta è il presente, è adesso. 

Poi, però, c'è domani.

 

4,5/5

 

 

 

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