non si giudica un libro dalla copertina

March 21, 2017

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UN PAPPAGALLO VOLO' SULL'IJSSEL

Questo libro mi è stato regalato da un amico che, giustamente, si è appassionato alle edizioni Iperborea (specializzati in letteratura nord europea). 

Chi mi regala libri (non a casaccio) è persona che senz'altro mi vuole bene, mi conosce,  e ha perso un po' del suo tempo (questo è il regalo più grande) per cercare qualcosa che mi potesse piacere: tanta roba. Sentitamente ringrazio.

Ci si deve un pò abituare alla grafica e all'impaginazione, che è diversa rispetto a quelle a cui siamo abituati ma mi piacciono le novità e in fondo quando si comincia la lettura si dimenticano le forme e si bada solo alla sostanza.

C'è tanta sostanza in questo libro, che è davvero molto interessante dal punto di vista sociologico. Ben armonizzato, di facile lettura ( i capitoli molto brevi aiutano) e di forte impatto emotivo.

Si tratta di una comunità di immigrati di origine mediorientale che vengono accolti in un piccolo paesino olandese sulle rive del fiume ijssel, non senza piccoli e grandi problemi di adattamento, da una parte e dall'altra. Molte storie si intrecciano, in questo romanzo corale, in un periodo di tempo di circa trenta anni, nei quali avverranno anche accadimenti politici importanti ( l'11 settembre, la morte di Theo Van Gogh..) a seguito dei quali cambieranno molto i sentimenti di chi accoglie. 

L'autore, Kader Abdallah, è un rifugiato politico di origine iraniana, naturalizzato olandese, che ci racconta le difficoltà di integrazione di questa comunità con un occhio giusto e severo ( le problematiche esistono ma esistono anche le soluzioni), affidando al pappagallo di una guaritrice olandese, il ruolo di testimone di queste vicende.

Tirando in ballo il pappagallo comincio quindi col dire quello che non mi è piaciuto: ho faticato a finirlo, temo a causa dei tempi lunghi e dilatati. Qualche capitolo di troppo per quanto mi riguarda e forse un tono un pò troppo mitologico (il pappagallo mi pare di troppo).

Lo consiglio comunque, soprattutto a chi nutre ancora pregiudizi retrogradi (e sono tanti) e a chi ancora chiude gli occhi di fronte ad una realtà evidente.

Leggete anche il punto di vista di chi è costretto ad emigrare in un paese spesso ostile e ad affrontare un'infinità di problematiche di ogni tipo.

Sia mai...

 

VOTO: 3/5

 

 

 

 

 

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