• Thebloodyisland

Giudizi Universali


Occhi gonfi, afonia, carne greve ma un gran sorrisone sulla faccia e i bassi che pompano ancora nello stomaco è ciò che ti resta la mattina dopo un concerto dei Depeche Mode.

Alla nostra età ormai sarebbe anche ora di dire basta con i concertoni allo stadio ma quando si parla di Dave &C. di dire NO non ci pensiamo proprio.

Terza data italiana del loro Global Spirit tour che li vedrà in giro per il mondo fino al prossimo Marzo, ieri sera al Dall’ara di Bologna è stata come di consueto un’esperienza meravigliosa.

I ragazzi (si, perché a cinquant’ anni suonati alcuni possono ancora definirsi così) sono delle vere bestie da palco, dal vivo davvero irraggiungibili.

Dave Gahan in gilet di lamè, Martin Gore che abbraccia una chitarra argentata a forma di stella e Andrew Fletcher impassibile a quella tastiera che ormai non suona più, sono tre icone della musica mondiale, sono LA STORIA.

Con una scaletta che ha proposto ovviamente i pezzi immancabili ma che ha lasciato spazio a diversi brani dell’ultimo album “Spirit”, i DM hanno riempito 2 ore e mezza ripercorrendo i quasi trent’anni di storia della band elettronica, cantando di evoluzione, di perdita di controllo, di rivoluzione.

Perché “Spirit”, quello che in filosofia viene chiamato "Zeitgeist" è, per molti versi, il disco più politico del gruppo e il messaggio di questo tour è di provare, con la musica, a cambiare lo Zeitgeist.

Dave (che noi riteniamo non essere del tutto umano) è davvero indescrivibile nel suo carisma e talento, ci fa ballare, urlare e infine commuovere cantando “Heroes” del loro amico David Bowie .

Piroetta con l’asta del microfono, seduce il pubblico con le sue mosse arrapanti e i suoi balletti e ci delude solo non togliendosi quel gilet.

D’altro canto Martin, a cui dobbiamo la meraviglia dei loro testi, incanta tutto lo stadio cantando 3 brani (A Question of Lust, Home e Strange Love) con la sua voce potente ma sempre emozionata, con quello sguardo fragile e impaurito che è davvero l'opposto del tipo losco che divide il palco con lui. Sono il giorno e la notte, il diavolo e l'acqua santa...e insieme trovano l'alchimia perfetta che da tanti anni ci incanta.

Ah, stavamo quasi dimenticando Fletch, colonna portante della band, una presenza fissa sul palco, che ok, lo sappiamo tutti che ormai non suona più…ma come faremmo senza il suo battere di mani?

Torneranno in Italia per il giro dei Palasport questo inverno, per ora ci siamo sentite di dire "no, dai...dobbiamo smettere" ma abbiamo ancora qualche mese per cambiare idea.

Giusto per darvi un'idea, eccovi il live (che lo sappiamo, non è il massimo e spudoratamente rubato ad uno sconosciuto youtuber) di

"Enjoy the silence":